Oltre due milioni per i contributi per gli affitti ad Alghero

Arrivano i fondi per sostenere le famiglie fragili con gli affitti ad Alghero.

Oltre due milioni di euro dalla Regione Sardegna per sostenere le famiglie in difficoltà con gli affitti ad Alghero. L’Assessora ai Servizi Sociali, Maria Grazia Salaris, annuncia una copertura quasi totale del fabbisogno (2.050.565 euro su 2,2 milioni richiesti). Ciò permetterà di erogare contributi sensibilmente più alti rispetto al passato. “Il nostro obiettivo è massimizzare il sostegno concreto, restando lontani dalle strumentalizzazioni politiche”, dichiara Salaris commentando i dati record di quest’anno

“Lo stato di bisogno in cui versano diversi nostri concittadini non può e non deve diventare in nessun modo terreno di scontro politico o peggio oggetto di strumentalizzazioni fine a stesse, ma cogliamo volentieri l’occasione a tal proposito per un chiarimento in merito ai contributi per i canoni di locazione”. L’Assessore ai Servizi Sociali Maria Grazia Salaris interviene sulla situazione dei sostegni  per gli affitti, quest’anno tocca il record dei contributi ottenuti dalla Regione.  

Le risorse disponibili, a fronte di un fabbisogno complessivamente  richiesto pari a € 2.201.723,42, ammontano a € 2.050.565,89 stanziate dalla Ras. “Si tratta di una copertura che si avvicina in maniera significativa al 100% del fabbisogno rappresentato dall’Ente e che consentirà di riconoscere ai richiedenti ammessi un contributo nettamente superiore  rispetto a quello erogato nelle annualità precedenti”, commenta l’Assessora. In riferimento alle dichiarazioni fantasiose di Fratelli d’Italia- precisa – riteniamo necessarie fornire 

alcune spiegazioni  tecniche al fine di evitare interpretazioni non aderenti alla realtà dei dati.

Il confronto tra le istanze presentate negli anni dal 2021 al 2025 non evidenzia alcuna riduzione della  platea dei richiedenti. Al contrario, si registra un incremento del numero delle domande pervenute, solo quest’anno 739 istanze, segno di un bisogno crescente legato all’aumento generalizzato dei canoni di locazione”. Fra l’altro quest’anno, l’amministrazione ha ritenuto opportuno  riaprire i termini tenuto conto che molti beneficiari non avevano provveduto al completamento delle istanze attraverso l’invio delle ricevute. “Per quanto riguarda l’incremento del 25% – aggiunge ancora Maria Grazia Salaris – è  stata fatta una corretta valutazione in fase istruttoria delle domande è si è  regolarmente tenuto conto, come sempre avvenuto,  dei nuclei che, per condizioni  di fragilità, potevano beneficiare dell’incremento del 25%, come previsto anche nel file trasmesso alla  Regione Sardegna per la determinazione del fabbisogno. Non vi è stata, quindi, alcuna “scomparsa” del parametro in sede di valutazione delle istanze. Esistono piuttosto dei limiti normativi sull’importo massimo erogabile”.

Il punto centrale riguarda invece la fase di determinazione del contributo. La normativa regionale stabilisce un importo massimo riconoscibile pari a: 3.098,74 per i beneficiari in Fascia A e 2.320,00 per i beneficiari in Fascia B.

Alla luce degli attuali livelli dei canoni di locazione, il meccanismo di calcolo porta frequentemente a un contributo teorico superiore al tetto massimo consentito, rendendo di fatto privo di effetti  l’incremento del 25% applicato in quanto beneficiario del contributo massimo previsto dalla regione Sardegna. 

L’aumento significativo dei canoni registrato negli ultimi anni ha prodotto un effetto sistemico: il  “canone sopportabile”, calcolato in percentuale sull’ISEE, risulta molto basso rispetto ai canoni  effettivi, con la conseguenza che il contributo teorico supera quasi sempre il massimale consentito dalla normativa.

Le dichiarazioni.

“Non si tratta dunque di una scelta discrezionale dell’Amministrazione – afferma l’Assessora ai Servizi Sociali –  bensì dell’applicazione puntuale di limiti normativi che rendono, di fatto, non operativa la maggiorazione del 25% nella fase  di liquidazione.  Potenzialmente, quest’anno, grazie all’aumento delle risorse ottenute,  il contributo riconosciuto a ciascun beneficiario potrà raggiungere il massimale di €  3.098,74, anche a seguito della ridistribuzione delle somme non spettanti o decurtate a coloro che  risultando beneficiari della misura nazionale ADI (Assegno di Inclusione) che prevede una quota esplicitamente destinata al pagamento del canone di locazione. Questo dato oggettivo  – conclude – dimostra come l’azione amministrativa sia orientata a massimizzare il sostegno  concreto alle famiglie in difficoltà, compatibilmente con i vincoli normativi regionali e con i massimali stabiliti”. 

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