Alghero, allarme per caserma dei vigili del fuoco: “Crolla l’intonaco”

Allarme per la caserma dei vigili del fuoco di Alghero.

Il 3 febbraio scorso nella caserma dei vigili del fuoco di Alghero è ceduto dal soffitto un pezzo di intonaco. Il distaccamento è avvenuto nella cucina dell’immobile, quando si è staccata una porzione di laterizio e intonaco. A denunciare le condizioni della caserma è il segretario provinciale CONAPO, Pietro Nurra. Così il sindacato ha fatto una denuncia inviando una chiara e inequivocabile nota al Comandante provinciale, al Prefetto e al sindaco di Alghero, Raimondo Cacciotto.

Il quadro descritto è quello di una struttura che continua a cadere a pezzi sotto i colpi di uno ”stillicidio di infiltrazioni idriche presenti da giorni nei locali attigui adibiti a cucina, sala mensa e segreteria”. Ambienti oggi interdetti per ragioni di salubrità e sicurezza sul luogo di lavoro, lasciando gli uomini del 115 senza un posto dove consumare il pasto di servizio.

La questione era già stata sollevata in passato da esponenti della maggioranza consiliare. Nurra rifiuta la definizione di “emergenza” perché è quella che i pompieri affrontano per strada. Secondo il rappresentante dei lavoratori si tratta di una prolungata e inadeguata manutenzione.

”Un paradosso burocratico corrosivo: se i Vigili del Fuoco dovessero controllare un luogo pubblico in queste condizioni, norma alla mano, lo farebbero chiudere all’istante”, ha dichiarato. ”Nostro malgrado – dichiara Pietro Nurra – non abbiamo purtroppo avuto notizia, da parte dell’Amministrazione comunale, della possibilità di individuare soluzioni alternative, neppure temporanee, per la fruizione del pasto – quali, a titolo esemplificativo, locali messi a disposizione dalla Pro Loco o da enti analoghi, istituti scolastici o, in alternativa, strutture ricettive o di ristorazione convenzionate”.

Nonostante la piena disponibilità e la sensibilità mostrate dal Comandante dei Vigili del Fuoco, ogni tentativo di risolvere l’impasse logistica è finora naufragato contro ostacoli burocratici e organizzativi. L’ipotesi di appoggiarsi alla mensa del carcere è caduta per ragioni gestionali, mentre quella dell’aeroporto è rimasta preclusa a causa di regolamenti interni che negano l’accesso a chi non vi presta servizio stabilmente. Persino l’opzione dei buoni pasto si è rivelata inefficace, data l’assenza di un locale idoneo dove il personale possa effettivamente consumarli.

La minaccia del sindacato è ora senza precedenti: se non si trova una soluzione immediata e dignitosa, il personale deve essere trasferito altrove. ”In un’ottica di tutela della salubrità e della sicurezza dei luoghi di lavoro – incalza Nurra nella missiva – si chiede formalmente che il personale in servizio presso la sede di Alghero venga temporaneamente trasferito presso altre sedi del Comando”.

Una scelta estrema che il Conapo sa essere rischiosa per il territorio: «Pur nella consapevolezza che tale
scelta potrà incidere sulla tempestività degli interventi di soccorso sul territorio, la scrivente Organizzazione sindacale non può esimersi dal tutelare prioritariamente il personale, senza potersi sostituire a responsabilità organizzative e gestionali che competono agli Enti locali sui cui territori insistono le sedi del Corpo», dichiara in conclusione Pietro Nurra.

Sullo sfondo resta la promessa della nuova caserma, i cui lavori però richiederanno ancora anni. Nel frattempo, i soccorritori si ritrovano a dover chiedere “soccorso” e asilo per poter mangiare un pasto caldo, prigionieri di una sede che non rispetta più nemmeno i dettami minimi di legge in tema di salubrità e sicurezza dei luoghi di lavoro. La palla passa ora al Comune e al Comando: evitare che Alghero resti senza il suo presidio di sicurezza per colpa di una caserma che, poco alla volta, viene giù.

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