Diversi reparti dell’ospedale Marino di Alghero rischiano di chiudere

Francesca Masala, ospedale Marino Alghero

All’ospedale Marino di Alghero rischiano di chiudere alcuni reparti.

L’ospedale Marino di Alghero si trova in una situazione di incertezze a pochi giorni dalla scadenza della gestione, che dal 1° gennaio passerà dall’Aou all’Asl 1. L’assenza di programmazione e di certezze ha messo l’intera struttura in una condizione di rischio, con il timore che, dopo il 31 dicembre, rimangano operativi solo tre medici a tempo indeterminato, insufficienti a garantire la continuità delle attività di reparto. A lanciare l’allarme è la consigliera regionale Francesca Masala (Fratelli d’Italia), che denuncia la gravità della situazione.

“Un’ulteriore e gravissima criticità riguarda la non chiara garanzia del supporto degli anestesisti, indispensabile in un presidio periferico che accoglie pazienti complessi, spesso fragili con comorbidità rilevanti. Un blackout gestionale che potrebbe paralizzare l’intero sistema sanitario del nord-ovest Sardegna. La Regione Sardegna incapace di gestire la situazione. La Regione, pur conoscendo da mesi la scadenza, non ha predisposto alcun piano di transizione: nessun coordinamento tra Aou e Asl 1, nessuna ricognizione del personale, nessun protocollo per garantire continuità”, afferma la consigliera Masala.

Secondo Masala, l’ospedale rischia di essere lasciato nel vuoto, con reparti strategici come riabilitazione, ortopedia, traumatologia ed endocrinologia che potrebbero fermarsi. A pagarne le conseguenze maggiori saranno i pazienti che necessitano di assistenza sanitaria pubblica di riabilitazione intensiva (codice 56), per i quali, sempre secondo la consigliera, non esistono alternative valide.

“Il presidio civile non potrà reggere l’ondata di pazienti. La chiusura della riabilitazione, unico Centro Pubblico Regionale in codice 56 del territorio, colpirebbe duramente pazienti fragili e cronici, costretti a spostarsi nei centri convenzionati del Mater di Olbia o Santa Maria Bambina ad Oristano – prosegue Masala -. Il passaggio, annunciato da tempo, doveva essere preparato con anticipo. Invece non è stato fatto nulla. La transizione era nota da mesi, eppure non è stato predisposto nessun piano organizzativo, nessuna ricognizione del personale, nessuna soluzione ponte, nessun affiancamento tra Aou e Asl 1. Il risultato? Il territorio rischia di rimanere senza un presidio essenziale. La totale assenza di programmazione porterà inevitabilmente a un vuoto assistenziale gravissimo, con pesanti ripercussioni su un territorio già fragile dal punto di vista sanitario”.

L’onorevole Francesca Masala non esita a denunciare la mancata preparazione della Giunta Todde e chiede risposte urgenti alla presidente della Regione e all’assessore alla Sanità, Armando Bartolazzi. “Perché non è stato fatto nulla nonostante tutte le sollecitazioni della Politica, dei lavoratori e dei pazienti? Perché il personale è ancora senza indicazioni? Chi si assumerà la responsabilità di lasciare un territorio senza un presidio essenziale? Il 31 dicembre è alle porte. Serve un intervento urgente, prima che l’ospedale Marino venga spento da incapacità politica e assenza di governo sanitario”, conclude la consigliera.

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