Domus de Janas, Alghero diventa socio della nuova Fondazione

Domus de janas

La Fondazione per tutelare le Domus de Janas ad Alghero.

Con l’iscrizione, avvenuta lo scorso 12 luglio, del sito seriale “La tradizione funeraria nella preistoria della Sardegna – Le Domus de Janas” nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco, prende ufficialmente il via il percorso di costituzione della Fondazione di Partecipazione omonima, organismo che avrà il compito di coordinare in maniera unitaria la gestione dei beni riconosciuti a livello internazionale.

Ieri, nel corso del Consiglio comunale, il Comune di Alghero, il cui territorio ospita la Necropoli di Anghelu Ruju, uno dei complessi archeologici inclusi nella lista Unesco, ha approvato all’unanimità la propria adesione come Socio Fondatore della costituenda Fondazione, segnando così un passaggio fondamentale per la tutela e la valorizzazione del patrimonio locale.

“Dopo la straordinaria emozione vissuta a Parigi la scorsa estate, quando la necropoli di Anghelu Ruju è stata ufficialmente riconosciuta Patrimonio dell’Umanità, compiamo oggi un passo decisivo verso la gestione coordinata, strutturata e consapevole del sito – afferma il sindaco Raimondo Cacciotto -. Alghero ha molto da offrire, e questo riconoscimento ci permette di investire con ancora maggiore convinzione in risorse e competenze per rafforzare il turismo archeologico. Il nostro territorio è ricchissimo sotto il profilo culturale: valorizzare il nostro patrimonio significa rendere la città sempre più attrattiva, ma anche e soprattutto per assicurare alle future generazioni la possibilità di conoscerlo, viverlo e custodirlo”.

La Fondazione sarà organizzata come struttura di governance condivisa tra Regione, Ministero della Cultura, CeSIM e i Comuni sedi dei beni archeologici, con il mandato di garantire la tutela, la conservazione, la valorizzazione culturale, territoriale ed economica dei siti. Al suo interno ricadranno anche compiti di promozione, formazione, comunicazione e diffusione della conoscenza del patrimonio Unesco. Tra le responsabilità principali figurano il coordinamento tecnico-scientifico, il sostegno ai gestori locali e l’attuazione del Piano di Gestione approvato dall’Unesco.

“Questo è il primo step verso l’avvio concreto della Fondazione e la sua operatività – aggiunge Raffaella Sanna, assessore alla Cultura – ed è uno degli obiettivi che l’Unesco ci ha chiesto di conseguire entro il 2026. Siamo contemporaneamente al lavoro, insieme a tutti i futuri soci e in particolare con la Presidenza della Regione Sardegna e gli assessorati al Bilancio, ai Beni Culturali e al Turismo, per l’attuazione del Piano di Gestione e la pianificazione necessaria al buon funzionamento del sito seriale e al rispetto dei requisiti Unesco”.

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