Nadeesha Uyangoda sbarca ad Alghero.
“Acqua sporca” di Nadeesha Uyangoda 7ª al premio Strega sbarca ad Alghero. Nadeesha Uyangoda e il viaggio delle identità raccontato in Acqua sporca hanno conquistato il pubblico della tredicesima edizione di “Dall’altra parte del mare”. La scrittrice, nata a Colombo, in Sri Lanka, e cresciuta in Italia, è stata protagonista di un incontro che ha acceso una riflessione profonda sui temi della migrazione, dell’appartenenza e dei legami familiari.
L’appuntamento si è svolto alle ore 20 nel cortile della scuola del Sacro Cuore di Alghero, nell’ambito della rassegna letteraria che continua a richiamare autori e lettori da tutta la Sardegna. Nel corso della serata sono arrivati i ringraziamenti alla scuola ospitante e alla Fondazione di Sardegna per il sostegno all’iniziativa.
Settimo nella classifica del Premio Strega, Acqua sporca è un romanzo che affronta il tema dell’identità attraverso una narrazione corale. Una storia che intreccia generazioni, culture e visioni del mondo differenti. Al centro del racconto ci sono Nila e Aysha, madre e figlia unite da un rapporto complesso, segnato dalla distanza e dalla difficoltà di comprendersi.
Nadeesha Uyangoda e il romanzo corale di “Acqua sporca”
Nel corso dell’incontro l’autrice ha spiegato le ragioni che l’hanno portata a costruire una narrazione composta da più voci e punti di vista.
“La prima parte ha la necessità di dare voce a più punti di vista. Arrivo alla scrittura di questo libro dalla letteratura post coloniale. Romanzi che raccontano gli stessi fatti ma da prospettive diverse. Mi piacevano proprio questi giochi di prospettive diverse”.
La scelta narrativa permette di osservare la stessa vicenda da angolazioni differenti. Da una parte c’è chi lascia la propria terra per costruire un futuro altrove. Dall’altra chi resta e vive le conseguenze di quella partenza. Un intreccio che restituisce al lettore tutta la complessità dell’esperienza migratoria.
Nila arriva in Italia e lavora come badante. La sua vita ruota attorno ai sacrifici necessari per garantire opportunità migliori alla famiglia. Una scelta che comporta rinunce profonde e una lunga separazione dagli affetti più cari.
“Acqua sporca”, migrazione e appartenenza tra Sri Lanka e Italia
Tra i temi centrali del romanzo emerge il rapporto tra le comunità migranti e il Paese di origine. Un tema che Nadeesha Uyangoda conosce bene e che ha approfondito anche attraverso il suo lavoro giornalistico.
“Io un po’ di tempo fa ho scritto per The Passenger a Milano. In realtà raccontavo di microeconomie etniche con servizi fatti per la comunità. Il mio intento era parlare di una Little Italy in Sri Lanka. L’immigrazione ha cambiato l’estetica di questo Paese. Ci sono delle teorie antropologiche che definiscono le persone quando si muovono da un Paese all’altro e generano capitale economico”.
Nel romanzo la figlia Aysha rappresenta una generazione diversa. Cresce in Italia, impara la lingua e si integra nella società. La madre, invece, continua a vivere una distanza culturale e linguistica che non riesce mai a superare del tutto. Da questa differenza nasce un conflitto che attraversa l’intera storia e che rende difficile una piena comprensione reciproca.
L’acqua diventa il simbolo più potente del libro. Una metafora che accompagna il percorso delle protagoniste e rappresenta il legame tra passato e presente, tra radici e cambiamento.
“Io stappo il lavandino e lascio scorrere l’acqua sporca”.
Una frase che racchiude il significato più profondo dell’opera. Accettare la complessità della propria storia senza cancellarne le contraddizioni. Riconoscere le proprie origini senza rinunciare al diritto di costruire una nuova identità.
Chi è Nadeesha Uyangoda
Nadeesha Uyangoda è nata a Colombo, in Sri Lanka, nel 1993 e vive in Italia da quando aveva sei anni. Giornalista, scrittrice e autrice tra le voci più apprezzate della sua generazione, scrive in inglese e in italiano per importanti testate nazionali e internazionali, tra cui Al Jazeera English, The Telegraph, Vice Italy, Open Democracy, L’Essenziale e la Repubblica.
Ha ideato il podcast Sulla Razza insieme a Nathasha Fernando e Maria Mancuso, affrontando temi legati all’identità, alle seconde generazioni e ai cambiamenti culturali della società contemporanea.
Nel 2021 ha esordito con L’unica persona nera nella stanza (66thand2nd), libro che ha ottenuto il Premio Anima per la Letteratura e il Premio Speciale della Giuria Anna Maria Ortese del Premio Rapallo. Con Acqua sporca ha confermato la propria capacità di raccontare con sensibilità e profondità i temi della migrazione, dell’appartenenza e della ricerca della propria identità.
Ad Alghero, Nadeesha Uyangoda ha offerto al pubblico molto più della presentazione di un libro. Ha raccontato un viaggio umano che attraversa continenti, generazioni e appartenenze. Un percorso che rende Acqua sporca uno dei romanzi più significativi degli ultimi anni sul tema dell’identità e delle migrazioni contemporanee.




