Omicidio di Dina Dore, parla il marito per la prima volta dopo la condanna: “Sono innocente”

La verità di Rocca alla trasmissione “Storie Maledette”.

Non parlava dal 2018 Francesco Rocca, ex dentista di Gavoi,  paese dell’entroterra barbaricino. Lo ha fatto ieri sera, durante la trasmissione “Storie Maledette”, condotta dalla giornalista e scrittrice Franca Leosini. Rocca è stato condannato alla pena dell’ergastolo con l’accusa di essere il mandante dell’omicidio della moglie Dina Dore, avvenuto il 26 marzo 2008,  in una sera di primavera.

Per chi non ricordasse la triste vicenda, la povera Dina fu trovata all’interno del bagagliaio della sua Punto rossa, alle 2.30 del mattino, legata mani e piedi e avvolta con del nastro adesivo. L’autopsia stabilì che la vittima era  stata dapprima colpita con un corpo contundente e che la morte era avvenuta per soffocamento, 5 o 6 minuti di  interminabile agonia.

Il movente era tipo passionale ed economico, che secondo la verità processuale era fortemente legato al primo. Rocca infatti non voleva rinunciare a vivere la sua nuova vita e soprattutto a cedere parte dei suoi beni, nel caso di divorzio. Volto tirato, abito in velluto scuro, camicia chiara  così Rocca, detenuto nel carcere di Alghero, è apparso in tv per raccontare la sua verità.

“Io non so che cosa sia accaduto – ha raccontato -. Non lo sapevo prima e non lo so ora. Sono stato sempre collaborativo con le forze dell’ordine, ma loro evidentemente avevano urgenza di risolvere il caso e con me sono stati poco obbiettivi e poco capaci. A mio carico nessuna prova scientifica. Avrebbero dovuto fare l’esame del dna, inoltre nel nastro che avvolgeva Dina era presente anche una traccia biologica che non è stata mai esaminata. Chiederò di riaprire il processo e, se necessario mi rivolgerò alla corte di Strasburgo. Lo devo soprattutto a Dina, affinchè abbia giustizia”.

A questo punto ha ricordato il periodo sassarese trascorso all’Università che lui e Dina frequentavano, il lungo periodo di fidanzamento, il matrimonio. Infine, rivolge un pensiero a sua figlia: “L’ultima volta che l’ho vista aveva 5 anni. Ci scriviamo, lei crede nella mia innocenza”. La sorella della vittima, Graziella Dore, per il momento ha deciso di non rilasciare nessun commento. 

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