Spiagge e posidonia, polemica ad Alghero sui mezzi pesanti

Posidonia spiaggia Alghero

La polemica sulla posidonia nella spiaggia di Alghero.

Le ruspe entrano in azione lungo il litorale di Alghero in vista della stagione turistica e ripulire la posidonia. L’obiettivo appare chiaro: rendere le spiagge più accessibili e ordinate. Tuttavia, le modalità operative scatenano una forte reazione. L’uso di mezzi pesanti, spinti fino al mare, alimenta preoccupazione tra cittadini e istituzioni. Il presidente della Commissione Ambiente, Christian Mulas, interviene con parole nette: “Le modalità operative attualmente adottate sollevano forti discussioni: l’utilizzo di mezzi pesanti, inclusi trattori che operano direttamente in acqua, devono essere spiegati e giustificati”.

Una pianta marina essenziale.

Il nodo riguarda la rimozione della posidonia oceanica. Non si tratta di un rifiuto, ma di una pianta marina essenziale. Le foglie che si accumulano sulla riva proteggono la costa. Funzionano come una barriera naturale contro le mareggiate e limitano la perdita di sabbia. La rimozione della posidonia divide da anni opinione pubblica e amministrazioni. Interventi troppo rapidi e invasivi possono causare danni seri. Le pale meccaniche non distinguono tra foglie secche e sabbia. Il rischio concreto riguarda l’erosione costiera. Ogni operazione eseguita senza criteri scientifici può compromettere l’equilibrio del litorale. La sabbia sottratta non si rigenera facilmente. Questo processo incide sul futuro delle spiagge e sulla loro capacità di attrarre turismo.

L’esclusione della Commissione Ambiente del Comune di Alghero.

Oltre agli aspetti tecnici, emerge una questione politica. Mulas denuncia l’esclusione della Commissione dalle decisioni operative. Il confronto istituzionale appare assente su un tema delicato. Le sue parole chiariscono il punto sulla gestione della posidonia: “Ancora una volta la Commissione Ambiente non è stata coinvolta in scelte così rilevanti – accusa Mulas -. Ritengo grave questa mancanza di condivisione istituzionale, soprattutto su temi che richiedono competenza, confronto e visione strategica”.

Il presidente punta il dito contro una gestione accentrata. Chiede maggiore trasparenza e coinvolgimento. Il passaggio finale chiama in causa direttamente l’assessorato: “L’assessore all’Ambiente, avrebbe dovuto promuovere queste attività di comunicazione e confronto, ha la responsabilità di operare scelte consapevoli e lungimiranti”.

Per affrontare la situazione, Mulas annuncia una convocazione urgente della Commissione Ambiente. Il tavolo si aprirà a più voci. Parteciperanno associazioni ambientaliste, esperti, università e operatori economici. L’obiettivo resta concreto: trovare soluzioni efficaci e meno impattanti. La gestione delle spiagge richiede equilibrio tra tutela ambientale e fruizione turistica. Non basta intervenire rapidamente. Serve una strategia fondata su dati scientifici.

Condividi l'articolo