L’ex carcere dell’Asinara diventa un albergo per il turismo sostenibile

Il progetto avviato dalla direzione del Parco dell’Asinara.

L’ex carcere dell’Asinara è pronto a diventare un albergo. Il progetto, iniziato mesi fa, è ora possibile grazie ad uno stanziamento di 800mila euro per la realizzazione dei primi 38 alloggi nella struttura a Cala d’Oliva, che daranno avvio ad una nuova vita per il parco dell’Asinara.

Il progetto sarà sostenuto dalla Regione e dal Comune di Porto Torres. Il direttore del Parco, Vittorio Gazale, assicura che non ci saranno stravolgimenti delle strutture e che nel borgo è già presente tutto il necessario: la struttura, una chiesa, una piazza, uno spaccio, una pizzeria.
Dopo il sopralluogo, avvenuto lo scorso anno da parte del verificatore incaricato da Europarc, Filippo Belisario, il parco ha ottenuto la certificazione (primo in Sardegna), per lo sviluppo turistico e ambientale delle aree protette in tutta Italia.

La Carta Europea per il Turismo Sostenibile (CETS) è appunto una certificazione che consente la gestione dei Parchi nazionali, a favore del turismo sostenibile nei parchi e nelle aree protette europee. Entro il mese di luglio era attesa l’ufficialità per riconoscere anche al parco dell’Asinara questa certificazione. Dunque si potrebbero aprire nuovi orizzonti e nuove opportunità per il turismo sardo attraverso la valorizzazione delle strutture del parco, in passato carcere di massima sicurezza nel quale, tra gli altri, furono detenuti i membri delle Brigate Rosse, Totò Riina e Raffaele Cutolo.

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