Roghi, rifiuti e camion impantanato all’Asinara: scattano le sanzioni

Interventi dei carabinieri per roghi e rifiuti all’Asinara, ecco le sanzioni

Roghi e altre irregolarità all‘Asinara, i carabinieri hanno contestato tre gravi violazioni al regolamento del Parco Nazionale. Tutte riconducibili alla tutela ambientale ed ecologica dell’Isola: accesso alla zona “A” del Parco, accensione non autorizzata di roghi e abbandono di rifiuti.

I controlli in un cantiere

“Il primo controllo è stato eseguito in merito ad alcune attività svolte presso un cantiere operativo in località Tumbarino – spiegano i carabinieri -. Nella circostanza i militari dell’Arma hanno accertato l’accensione abusiva di fuochi. Verosimilmente al fine di bruciare alcuni rifiuti, effettuata in totale assenza delle necessarie autorizzazioni dell’Ente Parco. Una pratica pericolosa in un contesto insulare caratterizzato da un ecosistema particolarmente sensibile. Nella stessa area è stato inoltre documentato l’abbandono sul suolo di rifiuti. Tra cui reti, plastiche e bottiglie di vetro. Una condotta che altera lo stato dei luoghi, favorisce l’inquinamento e mette a rischio la fauna selvatica che può rimanere vittima di ingestione o intrappolamento. Per questo tipo di violazioni, le sanzioni possono raggiungere i 1.000 euro, a cui si aggiunge l’obbligo di ripristino ambientale a carico del trasgressore e la facoltà per il Direttore dell’Ente Parco di sospendere o revocare le autorizzazioni ad operare sull’Isola”.

Il camion dei rifiuti impantanato

“La seconda attività condotta dai Carabinieri ha interessato un veicolo del servizio di nettezza urbana. In particolare è stato accertato che un autocompattatore si è introdotto senza alcuna autorizzazione all’interno della zona “A” dell’Area Marina Protetta, il livello di tutela più elevato previsto dal Parco Nazionale dell’Asinara. Tra l’altro il veicolo, a causa delle precipitazioni dell’ultimo periodo, è anche rimasto impantanato proprio in quella zona, aggravando ulteriormente l’impatto ambientale con manovre e tentativi di rimozione che hanno modificato quei luoghi incontaminati e potenzialmente provocato danni a specie protette e habitat. Anche in questo caso la normativa prevede che in caso di l’accesso non autorizzato in zona “A” venga comminata una sanzione amministrativa superiore ai 1.000 euro, con la possibilità per l’Ente Parco di ordinare il ripristino integrale dell’area a spese del responsabile e la facoltà per il Direttore dell’Ente Parco di sospendere o revocare le autorizzazioni ad operare sull’Isola”.

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