Processo all’ultimo rapitore di Titti Pinna, l’allevatore di Bonorva che riuscì a fuggire dopo 8 mesi di prigionia

Processo all’ultimo rapitore di Titti Pinna.

A quasi 13 anni dalla liberazione di Giovanni Battista Pinna, l’allevatore di Bonorva rapito nelle campagne del paese, si apre una nuova fase processuale. Il prossimo 6 luglio, davanti alla Corte d’Assise di Sassari, si avvierà, infatti, il dibattimento nei confronti di Giovanni Sanna, il 52enne di Macomer, accusato dalla Procura distrettuale antimafia di concorso nel sequestro.

Il Gup del Tribunale di Cagliari, Massimo Poddighe, aveva accolto la richiesta di rinvio a giudizio del procuratore aggiunto della Dda, Gilberto Ganassi, nell’ambito dell’inchiesta-ter. L’indagine era iniziata nel 2014 quando Sanna era già in carcere a Bancali per una rapina nell’abitazione del titolare dell’Eurospin e Crai di Sassari. Nell’avviso di conclusione delle indagini, all’imputato è stata contestata la partecipazione a tutti i momenti del sequestro. Dall’ideazione all’esecuzione, sino alla gestione dell’ostaggio.

Giovanni Battista Pinna, conosciuto dall’opinione pubblica come Titti Pinna, venne rapito il 19 settembre 2006 nelle campagne di Bonorva. Riuscì a fuggire il 28 maggio 2007 dall’ovile di Sedilo in cui era stata rinchiuso dopo 8 mesi di durissima prigionia. Per i reati in concorso erano stati condannati in via definitiva Salvatore Atzas, Giovanni Maria “Mimmiu” Manca e Antonio Fadda, rispettivamente a 30, 28 e 25 anni di reclusione.

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