Un pescatore aveva preso piccole aragoste a Bosa.
Aveva pescato piccole aragoste rosse nelle acque di Bosa, nei guai un pescatore. Il soggetto è stato scoperto nella giornata del 10 giugno, nel corso di un mirato controllo ispettivo effettuato a bordo di una barca appartenente alla locale flotta peschereccia, il personale della Guardia Costiera ha individuato un espediente tanto ingegnoso quanto illecito. Un contenitore termico, abilmente occultato all’interno dell’imbarcazione.
Le aragoste pescate a Bosa.
All’interno dello stesso sono stati rinvenuti numerosi esemplari di aragosta rossa di taglia inferiore ai limiti consentiti. Gli esemplari erano detenuti a bordo in evidente violazione della normativa vigente in materia di misure minime di riferimento. Trattandosi di esemplari ancora in perfetto stato di vitalità, gli animali sono stati immediatamente sequestrati e prontamente rigettati in mare al largo dal personale militare dipendente di questo Comando, restituendo così gli esemplari al loro habitat naturale e garantendo la prosecuzione del loro ciclo biologico.
L’operazione.
L’operazione ha configurato una violazione delle norme, che prevedono sanzioni amministrative fino a un massimo di 75.000 euro. Al trasgressore sono state pertanto comminate le sanzioni previste dal vigente quadro normativo, unitamente al sequestro del pescato illecito. A margine dell’operazione, il Comandante Russo ha voluto lanciare un forte appello alla sensibilità di tutta la marineria e dei consumatori: “La cattura e la detenzione del novellame, in particolare di specie preziose e
vulnerabili come l’aragosta, rappresentano un danno incalcolabile per il nostro mare”.
La tutela della risorsa marina e dei consumatori passa anche attraverso il rispetto delle taglie minime, nella consapevolezza che la sottrazione all’ambiente marino di esemplari non ancora giunti all’età riproduttiva compromette lo stock ittico e incide negativamente sul futuro economico della pesca professionale, penalizzando al contempo gli operatori che agiscono nel rispetto della normativa
vigente.
I controlli.
L’Ufficio Circondariale Marittimo di Bosa manterrà un livello di attenzione costantemente elevato; tuttavia, una reale svolta culturale non può prescindere dal senso di responsabilità di ciascun operatore del settore. Il rispetto del mare rappresenta oggi l’unica condizione per assicurare la sostenibilità della risorsa e la continuità economica della pesca professionale nel tempo.” L’Ufficio Circondariale Marittimo di Bosa assicura il mantenimento di un costante e capillare dispositivo di vigilanza lungo l’intera filiera della pesca, sia in ambito marittimo che terrestre, a tutela della legalità, dei cittadini e degli operatori
professionali del settore. Nel contempo, si ribadisce la piena disponibilità a una fattiva collaborazione con tutti i soggetti interessati, quale strumento essenziale per garantire il rispetto delle norme e la salvaguardia della risorsa marina.




