Il castello di Burgos ritorna al suo splendore grazie ai fondi Pnrr

Castello Burgos

Il restauro del castello di Burgos.

È stato portato a termine il cantiere di restauro del Castello di Burgos, intervento inserito nel programma finanziato attraverso il Pnrr dedicato alla sicurezza sismica nei luoghi di culto e nelle strutture storiche come torri e campanili. L’operazione, sostenuta con risorse dell’Unione Europea, ha consentito di completare un intervento considerato strategico per la tutela e la valorizzazione del complesso monumentale.

Mezzo milione di euro per restaurare il castello di Burgos.

Il finanziamento complessivo destinato al progetto ha raggiunto i 500mila euro, mentre l’importo effettivo dei lavori si è attestato sui 300mila euro. Il cantiere è stato avviato il 5 marzo 2025 e si è concluso in meno di dodici mesi, circostanza che rende l’opera la prima ad essere ultimata nell’ambito del più ampio programma di recupero sostenuto con i fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza. I tempi di realizzazione sono stati indicati come particolarmente contenuti rispetto alla complessità dell’intervento su un bene di rilevanza storica.

La storia del principale monumento del Goceano.

La fortezza, conosciuta in origine come Castello del Goceano, affonda le proprie radici nel XII secolo. La costruzione venne infatti promossa nel 1134 dal giudice di Torres Gonario I de Lacon Gunale, con una funzione prevalentemente difensiva e di controllo del territorio circostante. Solo in epoca successiva l’edificio assunse l’attuale denominazione di Castello di Burgos, in relazione alla nascita del centro abitato sviluppatosi ai suoi piedi attorno alla metà del Trecento.

Con il passare dei secoli la struttura perse progressivamente la propria importanza strategica. Durante la dominazione spagnola, nel Cinquecento, il sito cadde in disuso proprio a causa della ridotta rilevanza militare della sua posizione. Seguì un lungo periodo di abbandono che si protrasse per secoli, fino ai primi interventi di recupero avviati negli anni Sessanta del Novecento. Da allora si sono succeduti ulteriori lavori di manutenzione e restauro, proseguiti in varie fasi fino ai primi anni Duemila.

L’importanza della conservazione del patrimonio storico.

L’intervento appena concluso è stato impostato secondo criteri di conservazione del patrimonio storico, con particolare attenzione alla tutela del contesto paesaggistico e culturale in cui il castello è inserito. L’obiettivo dichiarato è stato quello di migliorare la fruibilità degli spazi e garantire al tempo stesso la piena salvaguardia del bene monumentale.

Le operazioni hanno riguardato in modo specifico la Torre Maestra, sulla quale sono state eseguite lavorazioni su copertura, murature e ambienti interni. Le attività hanno compreso interventi di consolidamento strutturale, opere di reintegrazione delle parti degradate, restauri puntuali e manutenzione conservativa. Parallelamente sono state interessate anche diverse porzioni della cortina muraria, sottoposte a interventi analoghi finalizzati al rafforzamento e alla stabilizzazione dell’apparato difensivo.

I protagonisti del restauro.

La gestione del progetto è stata seguita dall’architetta Eleonora Fiorentino, già in servizio presso l’ex Segretariato regionale, oggi confluito nella Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio competente per l’area della Città Metropolitana di Cagliari e per le province di Oristano e del Sud Sardegna. Il progetto esecutivo è stato redatto dall’architetto Bruno Billeci, mentre la direzione dei lavori è stata affidata all’architetto Antonio Sebastiano Gaias.

Con la conclusione del cantiere si apre una nuova fase per il complesso monumentale, che potrà essere restituito alla fruizione pubblica in condizioni di sicurezza. L’intervento viene considerato un passaggio importante nel percorso di valorizzazione del patrimonio storico del territorio del Goceano. L’obiettivo è quello di coniugare tutela, accessibilità e conservazione nel lungo periodo.

Condividi l'articolo