Abbattimento delle barriere architettoniche, Sassari resta indietro

Sassari indietro nell’abbattimento delle barriere architettoniche.

Sassari resta indietro nella piena applicazione del Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche, il Peba, strumento previsto dalla legge del 1986 per garantire l’accessibilità degli spazi pubblici. A 40 anni dall’introduzione dell’obbligo, solo 3 capoluoghi sardi su 12 hanno approvato formalmente il Peba con delibera del Consiglio comunale, come emerge dall’indagine condotta dall’associazione Luca Coscioni, che ha monitorato lo stato di attuazione nei capoluoghi italiani per valutare il rispetto dei principi di inclusione previsti dalla Convenzione Onu e dalla Costituzione.

Iglesias, Oristano e Tortolì risultano gli unici centri sardi ad aver completato l’iter con delibere consiliari nel 2025. Nuoro ha adottato il Peba tramite delibera di Giunta, ma necessita ancora del passaggio in Consiglio. Sassari, invece, si trova in una fase preliminare: la Giunta comunale ha costituito il gruppo di lavoro e promosso un documento di indirizzo per la redazione del Piano relativo all’infrastruttura stradale. Mancano informazioni ufficiali invece per Cagliari, Carbonia e altri comuni come Lanusei, Olbia, Sanluri, Tempio Pausania e Villacidro, dove sui siti istituzionali non risultano documenti aggiornati sul Peba.

A livello nazionale, il quadro non è migliore: su 118 capoluoghi monitorati, solo il 36,4% ha approvato il Peba in Consiglio comunale, mentre circa il 28,8% è privo di Piano o di informazioni reperibili. L’associazione sottolinea come la situazione nei comuni più piccoli sia presumibilmente ancora più critica, stimando che solo il 15 per cento dei Comuni italiani abbia effettivamente adottato il Peba, con la realizzazione pratica degli interventi ancora largamente insufficiente.

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