Sassari, agenti penitenziari in rivolta: “No celebrazioni di facciata”

Carcere Bancali Sassari

La protesta degli agenti penitenziari a Sassari.

La ricorrenza di San Basilide, patrono della Polizia Penitenziaria, celebrata ieri 30 giugno negli istituti della Sardegna, compreso quello di Sassari, ha fatto da sfondo a una presa di posizione netta da parte della Con.Si.Pe. Confederazione Sindacati Penitenziari. L’organizzazione sindacale, per voce del segretario nazionale Roberto Melis, ha annunciato che non prenderà parte ad alcuna forma di festeggiamento.

Il sindacato sostiene che in diversi contesti operativi il personale risulta stremato e demotivato, impegnato in turnazioni prolungate e chiamato a colmare una carenza di organico definita ormai insostenibile. Viene inoltre evidenziato come la ricorrenza rischi di ridursi a una rappresentazione formale, caratterizzata da ambienti curati e organizzazione curata nei dettagli, accompagnata da interventi istituzionali che non produrrebbero effetti successivi concreti sulle condizioni di lavoro.

Nella stessa nota, il Con.Si.Pe. afferma che la celebrazione potrebbe assumere i contorni di un rito privo di riscontro pratico, utile a mascherare criticità strutturali considerate ancora irrisolte. Il sindacato esprime la necessità che le dichiarazioni rese in tali occasioni da direttori e comandanti trovino seguito in interventi concreti, con particolare riferimento al miglioramento delle condizioni lavorative, al benessere del personale e a una presenza istituzionale ritenuta non soltanto simbolica ma continuativa.

Viene inoltre sollecitata una maggiore presenza del Provveditore regionale accanto al Corpo di Polizia Penitenziaria. Durante la recente visita in un istituto della regione, pur essendo state svolte attività istituzionali previste, tra cui colloqui con diversi detenuti, non si sarebbe registrato alcun momento di confronto diretto con il personale in servizio. Il sindacato sottolinea come si tratti di lavoratori che, nonostante un’età media elevata e condizioni operative sempre più complesse, continuano a garantire il funzionamento delle strutture con senso del dovere e professionalità, ritenendo che una testimonianza di vicinanza istituzionale avrebbe avuto particolare rilevanza.

“Nella giornata dedicata al nostro Patrono, noi scegliamo il silenzio invece delle celebrazioni di facciata. Il Corpo di Polizia Penitenziaria merita rispetto vero, non scenografie. A tutti i colleghi che ogni giorno mandano avanti gli istituti con professionalità e sacrificio va il nostro sostegno totale. Le istituzioni parlino meno e agiscano di più”, conclude Melis.

L'autore

Collaboro con Sassari Oggi da tanti anni, dove mi occupo principalmente di cronaca locale. Amo la nostra Sardegna e in particolare la natura, dove cerco di rifugiarmi appena posso.

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