Areus Sassari: via la dirigente, il 118 rischia lo scacco da Cagliari

Areus - 118

Nel caos la centrale operativa Areus di Sassari.

La centrale operativa del 118 di Sassari perde un altro punto di riferimento. Con la delibera numero 226 del 9 luglio, il direttore generale di Areus, Angelo Maria Serusi, ha autorizzato il comando presso l’Asl di Sassari della dottoressa Maria Franca Puggioni, attuale responsabile della centrale di Sassari. Un provvedimento che, di fatto, apre una nuova fase di incertezza per una struttura considerata per anni un’eccellenza nel sistema dell’emergenza-urgenza del nord Sardegna.

Restano da chiarire le ragioni di questa scelta, ma il trasferimento arriva in un momento delicato, dopo una serie di avvicendamenti che hanno progressivamente indebolito l’organizzazione del servizio. Tra le ipotesi avanzate vi sono il mancato consolidamento dell’incarico ricoperto dalla dottoressa Puggioni e il ridimensionamento del ruolo della Centrale sassarese, che negli anni aveva costruito un modello riconosciuto sul territorio, prima sotto la direzione di Gian Franco Ganau e successivamente con quella di Piero Delogu.

L’addio della responsabile del 118 si aggiunge ad altre uscite importanti. Prima il dirigente delle professioni infermieristiche, oggi sostituito ad interim dal responsabile di Cagliari, poi il coordinatore degli infermieri e del personale tecnico delle postazioni medicalizzate di Sassari, Porto Torres, Alghero e Ozieri, anche in questo caso affidato temporaneamente.

Una sequenza di cambiamenti che alimenta i dubbi sulle strategie future. Tra le preoccupazioni del territorio c’è anche la possibilità che la guida della centrale operativa di Sassari possa essere affidata nuovamente a una gestione collegata a Cagliari, riducendo l’autonomia di una realtà che negli anni ha sviluppato competenze e professionalità proprie. Il quadro si inserisce inoltre in una situazione già complessa per l’emergenza-urgenza del nord Sardegna, con diverse postazioni medicalizzate che devono fare i conti con una carenza di personale medico arrivata, secondo le segnalazioni degli operatori, fino al 60%. Ora il territorio chiede chiarezza sul futuro del 118 sassarese e sul mantenimento degli standard costruiti negli anni grazie al lavoro di medici, infermieri, tecnici e operatori dell’emergenza.

Condividi l'articolo