Odissea per i genitori di un bambino autistico a Porto Torres.
A Porto Torres, il futuro di un bambino di soli due anni è attualmente appeso ai tempi d’attesa dell’INPS di Sassari. Nonostante una diagnosi di Disturbo dello Spettro Autistico di Livello 3 — il massimo grado di severità — certificata a dicembre dallo studio accreditato ASL, la pratica per l’ottenimento del verbale d’invalidità risulta ferma da oltre 80 giorni. Una paralisi amministrativa che ignora la corsa contro il tempo imposta dalla medicina. A questa età, la neuroplasticità cerebrale è massima e ogni settimana senza interventi terapeutici rappresenta un’occasione di recupero che svanisce per sempre.
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A sfogarsi su questa assurda situazione è il papà del bambino nel gruppo social ”Segnala a Sassari”, che in anonimato ha fatto una denuncia pubblica. Il piccolo Luca (nome di fantasia del bimbo), infatti, sta affrontando una battaglia enorme a soli 2 anni.
”Oltre all’autismo, Luca soffre di un ritardo globale dello sviluppo spiega il papà Marco – selettività alimentare estrema (per forma, colore e consistenza) e un ritmo sonno-veglia gravemente irregolare. Sono comparsi anche preoccupanti episodi di revulsione dei globi oculari, clonie palpebrali e rotazione involontaria del capo”. Vista situazione, il genitore dichiara quanto sia pericoloso temporeggiare. “Ogni giorno perso è un’occasione di recupero che non tornerà mai più. Nonostante la legge preveda per questi casi la valutazione “agli atti” per accelerare l’emissione del verbale, l‘INPS di Sassari tace da oltre 80 giorni”, spiega Marco.
Così i genitori del bambino di Porto Torres, privato dell’assistenza necessaria, sono stati costretti a pagare le cure necessarie. ”La conseguenza di questo silenzio? Per non condannare Luca all’isolamento, stiamo pagando le terapie di tasca nostra – è la denuncia di papà Marco – Ma i costi sono insostenibili. Per garantire le sedute minime necessarie, stiamo arrivando a spendere fino a 280-400 euro al mese”.
Il padre di Luca ha spiegato che è un sacrificio per amore del figlio, ma che è anche un’ingiustizia. “Il verbale INPS è l’unico documento che ci permetterebbe di accedere alle cure gratuite previste per legge. Abbiamo inviato PEC, email e fatto innumerevoli telefonate, ricevendo come unica risposta l’invito ad “attendere”. Ma Luca non può attendere i tempi di una burocrazia sorda. Chiedo ai giornali e alla comunità di aiutarci a far sentire la nostra voce. Non chiediamo privilegi, ma solo che l’INPS faccia il suo lavoro e garantisca a un bambino di 2 anni il suo diritto a un futuro”, conclude il papà nell’appello.




