La morte di un giovane a Bancali.
Un giovane detenuto di nazionalità tunisina è morto in circostanze misteriose nel carcere di Bancali. Il decesso è avvenuto il 16 luglio scorso dentro la sua cella che condivideva con altri detenuti. Sulla sua morte ci sono tante cose poco chiare tanto che la Procura della Repubblica di Sassari ha aperto un’inchiesta sul caso. Lo scopo dell’apertura delle indagini è chiarire le circostanze della recente morte del giovane detenuto.
Le indagini.
L’indagine, guidata dal pubblico ministero Damiano Rossi, mira a far luce sul ritrovamento del corpo dell’uomo, privo di vita nella cella che condivideva con altri detenuti nella sezione comune del carcere sassarese. Per accertare le cause del decesso, il magistrato ha affidato l’incarico per l’autopsia alla dottoressa Matilde Ruju. Gli esiti dell’esame medico-legale non sono tuttavia ancora stati resi noti.
Nel carcere di Bancali la situazione è da tempo molto critica. Sia per gli agenti, sotto organico, che lavorano in uno dei penitenziari più affollati dell’Isola, sia per i detenuti. Lo scorso 28 giugno un detenuto è morto in seguito al tentativo di suicidio. I soccorsi non sono riusciti a salvare l’uomo che aveva tentato il gesto dentro la sua cella.
La vicenda del giovane detenuto tunisino riaccende inevitabilmente i riflettori su un sistema penitenziario allo stremo. In un istituto come quello di Bancali, segnato da un cronico sovraffollamento, carenze d’organico e dal recente dramma di altri eventi tragici, la ricerca della verità sul decesso del 16 luglio non è soltanto un atto dovuto alla memoria della vittima e alla sua famiglia, ma un passaggio fondamentale per garantire trasparenza, tutela dei diritti e sicurezza all’interno delle carceri. Solo i risultati dell’autopsia e gli sviluppi dell’inchiesta coordinata dalla Procura potranno fare piena luce sulle effettive responsabilità e sulle cause di questa ennesima tragedia.




