Il blitz antidroga a Sassari.
È scattata all’alba una vasta operazione antidroga coordinata dalla Procura di Sassari e condotta dai Carabinieri della Compagnia di Sassari. L’intervento ha interessato contemporaneamente le province di Sassari, Catania, Genova, Lecce, Como e Caltanissetta e ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 16 persone, ritenute, secondo l’ipotesi accusatoria, coinvolte a vario titolo in un’attività organizzata di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Il provvedimento è stato emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Sassari su richiesta della Procura. Le contestazioni riguardano la detenzione di droga ai fini di spaccio, con le aggravanti dell’ingente quantitativo e della vendita effettuata nelle vicinanze di istituti scolastici. L’operazione ha visto impegnati i militari della Compagnia di Sassari insieme ai Comandi dell’Arma territorialmente competenti. Alle attività hanno partecipato anche l’11° Nucleo Elicotteri Carabinieri di Elmas, lo Squadrone Eliportato Cacciatori “Sardegna” e il Nucleo Cinofili.
L’inchiesta era partita tre anni fa.
L’inchiesta era stata avviata nel gennaio del 2023 dalla Sezione Operativa del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Sassari. Nel corso di oltre tre anni di accertamenti, gli investigatori hanno ricostruito, secondo quanto sostenuto dagli inquirenti, l’attività di un gruppo criminale composto da persone di origine straniera e radicato nel centro storico di Sassari. L’organizzazione avrebbe gestito un’attività di spaccio continuativa, concentrata soprattutto su eroina e cocaina e, in misura secondaria, sulla marijuana. La clientela non sarebbe stata limitata al centro cittadino, ma avrebbe raggiunto Sassari anche da diverse zone della provincia.
L’approviggionamento della droga.
Uno degli aspetti emersi durante l’indagine riguarda le modalità di approvvigionamento della droga. Gli investigatori avrebbero documentato l’arrivo delle sostanze attraverso corrieri provenienti da diverse città italiane, tra cui Roma, Napoli, Torino, Milano e Padova. In alcuni casi sarebbero stati utilizzati anche i cosiddetti ovulatori, persone incaricate di trasportare la droga occultandola all’interno della cavità addominale attraverso la tecnica del “body packing“. Gli elementi raccolti nel corso degli accertamenti avrebbero inoltre delineato un sistema di controllo del mercato degli stupefacenti nel centro di Sassari. Il gruppo, secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbe riuscito a consolidare una posizione egemone grazie anche alla presenza di vedette e fiancheggiatori locali. Questi ultimi sarebbero stati ricompensati con dosi di droga oppure, in caso di controversie, sarebbero stati sottoposti a violenze fisiche.
Il blitz antidroga a Sassari è stato possibile grazie a diversi strumenti.
Per ricostruire la rete e documentarne i movimenti, i carabinieri hanno utilizzato diversi strumenti investigativi. L’attività ha compreso l’analisi dei sistemi di videosorveglianza, intercettazioni telefoniche e telematiche, oltre a numerosi servizi di osservazione e pedinamento. Secondo i risultati dell’inchiesta, gli investigatori avrebbero documentato diverse migliaia di cessioni di sostanze stupefacenti, per un giro d’affari complessivamente stimato in circa un milione di euro. Nel corso delle indagini sono stati inoltre sequestrati oltre 2,5 chilogrammi di cocaina, altrettanti di eroina e circa mezzo chilo di marijuana. L’attività di riscontro condotta dall’Arma dal gennaio 2023 aveva già prodotto ulteriori risultati prima dell’operazione odierna. Dieci persone sono state arrestate in flagranza di reato, mentre altre due sono state denunciate in stato di libertà per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.
Notificati gli avvisi di conclusione delle indagini.
L’intervento di oggi non si è limitato alle misure cautelari. Complessivamente sono stati notificati anche 45 avvisi di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di altrettanti soggetti indagati nell’ambito del procedimento. Contemporaneamente all’esecuzione degli arresti, i Carabinieri hanno avviato una serie di perquisizioni domiciliari. In tutto sono 30 gli interventi disposti nei comuni di Sassari, Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina, Torino, Reggio Emilia, Ceres, in provincia di Torino, Selargius, Foggia, Vigodarzere, nel Padovano, San Macario di Samarate, in provincia di Varese, e Rovigo.
Eseguite diverse perquisizioni durante il blitz antidroga a Sassari.
Le perquisizioni effettuate nelle abitazioni riconducibili agli indagati hanno consentito, secondo quanto riferito dagli investigatori, di trovare e sequestrare somme di denaro considerate rilevanti e diverse tipologie di sostanze stupefacenti. Sul materiale rinvenuto sono ora in corso ulteriori accertamenti per determinarne natura, provenienza e collegamenti con l’attività ricostruita nel corso dell’indagine. Le accuse contestate alle persone coinvolte dovranno ora essere sottoposte alle successive fasi del procedimento giudiziario. Per tutti gli indagati vale il principio della presunzione di innocenza: la loro eventuale responsabilità penale potrà essere considerata definitivamente accertata soltanto in presenza di una sentenza irrevocabile di condanna.




