I commercianti di Sassari aspettano la svolta per la cannabis light
Sulla cannabis light, i commercianti di Sassari chiedono chiarezza dopo il rinvio alla Corte Ue: “L’Italia si adegui all’Europa”.
L’ordinanza del 12 novembre 2025 della Sesta Sezione del Consiglio di Stato apre infatti una nuova fase. I giudici sospendono il procedimento. Poi inviano la questione alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea. Il punto critico riguarda il contrasto tra le norme italiane e le regole comunitarie sulla canapa sativa con THC basso.
La legge italiana vieta ancora foglie e infiorescenze. Lo fa anche quando il principio attivo resta nei limiti Ue. Per questo il settore parla di un conflitto evidente. Le disposizioni europee permettono infatti la libera circolazione delle varietà agricole iscritte nel catalogo comune. Da qui nasce il ricorso promosso da Federcanapa, Canapa Sativa Italia e da molte realtà produttive. Il fronte si rivolge ai Ministeri dell’Agricoltura, della Salute e dell’Ambiente. L’obiettivo è ottenere norme più chiare. Serve un sistema aggiornato che segua l’evoluzione del mercato.
Parlano i commercianti
A Sassari cresce la preoccupazione di chi lavora nella distribuzione. Il titolare di Black Duck Bazar descrive un quadro che tocca molte attività della città: “La conseguenza è aver visto un sacco di fornitori cessare o ritrasformare le proprie attività alcuni dei quali hanno interrotto le forniture dei propri carichi e il commercio con conseguenze rilevanti.” Lo stesso commerciante racconta anche un altro effetto del contesto: “Un sacco di impresari che commercializzavano la cannabis light hanno visto il proprio indotto commerciale bloccato con i sequestri da parte delle forze dell’ordine dei carichi che ha comportato far rimanere a casa molto fornitori con le proprie famiglie”.
Si esprime sulla vicenda anche Antonio Spezziga della svapoteca Calumet in via Brigata Sassari 65. “Chiediamo di fare chiarezza al Consiglio di Stato: è un indotto commerciale importante , ci sono persone malate che la utilizzano a fini terapeutici”. I negozianti sassaresi attendono ora la risposta della Corte di Giustizia. La loro voce indica un settore che chiede regole certe, stabili e in linea con l’Unione Europea, per lavorare senza incertezze e per mantenere vivo un comparto che in città continua a generare economia e occupazione.




