Caos nel carcere di Bancali, sovraffollamento e condizioni difficili

Carcere Bancali Sassari

La situazione nel carcere di Bancali a Sassari.

Il carcere di Bancali a Sassari vive in una condizione di sovraffollamento e diritti violati per i detenuti. La situazione, presente anche nelle case circondariali di Cagliari e Tempio-Nuchis, è stata documentata dall’associazione Socialismo Diritti Riforme Odv, la quale rileva che la condizione dell’istituto non è affatto migliorata negli ultimi 12 mesi.

A Sassari sono 472 i detenuti nel carcere e i posti massimi sono 454. Complessivamente, in Sardegna ci sono 2.140 detenuti per 2.616 posti, 1 detenuto su 4 è straniero. Una situazione che causa profonde problematiche di convivenza tra i detenuti. L’associazione registra un miglioramento leggero nelle Colonie Penali, che sono 324 ma il divario rispetto ai posti disponibili (598) è elevato.

Criticità anche nelle altre carceri, dove il sovraffollamento è ai livelli di allarme. A Cagliari-Uta sono 601 i detenuti per 561 posti. Tra questi 29 donne e 112 stranieri. A Tempio-Nuchis sono 176 per 170 e 6 reclusi sono stranieri. Maria Grazia Caligaris dell’associazione Socialismo Diritti Riforme Odv facendo ha osservato che nell’arco di 12 mesi la situazione negli Istituti Penitenziari della Sardegna non è migliorata, anche se è cresciuto il numero dei Direttori. Tuttavia, c’è poco personale e gravi problematiche sanitarie per i detenuti, che compromettono il loro recupero sociale.

La maggiore concentrazione di detenuti si registra nelle Colonie Penali di Mamone-Onanì con il 68,8% di stranieri, seguite da Is Arenas con il 67,9% e Isili con il 60,6%. Anche a Sassari-Bancali la percentuale di stranieri è significativa, con il 27,9%, e a Cagliari-Uta con il 18,6%. In totale, il numero di detenuti stranieri in Sardegna è di 519, pari al 24,2%, il che significa quasi un detenuto su quattro.

La situazione delle detenute.

La situazione delle donne detenute in Sardegna è anche più critica. Nella metà delle strutture carcerarie, mancano i servizi di ginecologia e ostetricia all’interno delle stesse. Spesso, queste sezioni sono collocate all’interno di carceri maschili. Le donne sono meno incluse nelle attività professionali, e questa situazione è presente in molte istituzioni in Italia, a causa della persistenza degli stereotipi di genere. Infatti, nel 2023, non c’è stata alcuna opportunità di lavoro per le donne nelle carceri sarde, e solo il 2,63% delle detenute ha lavorato per altri datori di lavoro. Il 26,32% è stato coinvolto in attività di formazione professionale a Sassari. A Uta, la situazione è più grave: il 22,22% delle donne è stato sottoposto a isolamento disciplinare. Fortunatamente, non ci sono bambini che risiedono nelle carceri sarde.

l fattore che pesa di più è la carenza di personale penitenziario, afferma Caligaris. È tale la carenza che nelle sezioni femminili della prigione di Uta, le 29 detenute sono state alloggiate in un unico piano dell’edificio e obbligate ai letti a castello con quasi 4 detenute in ogni cella. Questa situazione sta sempre più causando tensioni e insofferenza. La situazione nei riformatori è leggermente migliorata, con un totale di 324 detenuti, ma il divario rispetto ai posti disponibili (598) rimane ancora elevato.

L'autore

Giornalista freelance, da anni racconto il territorio della provincia di Sassari, occupandomi di cronaca e attualità locale. Conosco molto bene il Nord Sardegna e questo mi consente di trasformare i fatti in notizie, con l'obiettivo di offrire un'informazione trasparente e vicina ai lettori.

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