Sardegna Ricerche, le cestinaie di Castelsardo alle Forme di Craft
L’intreccio come patrimonio vivo, ci sono anche le cestinaie di Castelsardo nell’iniziativa di Sardegna Ricerche. Venerdì 6 febbraio a Cagliari il secondo appuntamento di Forme di Craft, a Sa Manifattura. A mostrare l’arte dell’intreccio di Castelsardo saranno Francesca Capula e Gavina Pinna.
L’intreccio
“L’incontro sarà dedicato alla lavorazione a intreccio, uno dei settori dell’artigianato sardo oggi più esposti al rischio di obsolescenza e perdita di competenze. L’intreccio è infatti un ambito in cui la fragilità dei saperi si manifesta in modo particolarmente evidente: molte tecniche sopravvivono grazie a un numero sempre più ristretto di depositarie, spesso anziane, e faticano a trovare continuità in un mercato globale che rende impossibile la competizione sul piano dei costi e della produzione seriale. È a partire da questa consapevolezza che nasce l’appuntamento del 6 febbraio, non come esercizio di nostalgia o mera documentazione, ma come spazio di riflessione sul futuro e sulle possibili forme di salvaguardia attiva di un patrimonio culturale vivente”.
Le cestinaie di Castelsardo all’opera
“Il pomeriggio si articolerà in tre momenti distinti, pensati per tenere insieme pratica, racconto e progetto. Il primo momento, di carattere eccezionale, sarà una dimostrazione dal vivo condotta da cestinaie provenienti da Castelsardo, Flussio, San Vero Milis, Sinnai e Urzulei. La presenza simultanea di artigiane rappresentative dei principali centri dell’intreccio in Sardegna offrirà al pubblico una panoramica utile a cogliere sia gli elementi comuni sia le profonde differenze che legano le tecniche ai territori, alle materie prime e alle storie delle comunità. Le dimostrazioni saranno accompagnate da racconti e testimonianze, che permetteranno di leggere i manufatti non solo come oggetti funzionali, ma come oggetti culturali, depositari di saperi, gesti, significati e memorie collettive”.
“La seconda parte dell’incontro sarà dedicata a un focus tematico che sposterà lo sguardo dal passato al presente e, soprattutto, al futuro dell’intreccio. Cestinaie e rappresentanti delle comunità coinvolte dialogheranno con Roberta Morittu, curatrice della rassegna, mentre Valerio Deidda, responsabile del MuA di Sinnai, affronterà il tema del ruolo dei musei nella tutela dinamica dei patrimoni culturali. Il confronto partirà da una domanda centrale: come consegnare questi saperi alle generazioni future senza congelarli o ridurli a folklore? In un contesto segnato dalla finanziarizzazione dei mercati, dalla concorrenza globale e dalla precarizzazione del lavoro artigiano, la riflessione si concentrerà sulla necessità di sviluppare nuovi modelli di trasmissione, di racconto e di progettazione, capaci di restituire valore al lavoro manuale e di evitare forme di appropriazione o saccheggio culturale”.
L’installazione
“A chiudere l’incontro sarà la presentazione dell’installazione “Continuum. Tre stati dell’intreccio“, a cura di Lucio Aru e Franco Erre_Narente, realizzata appositamente per questo appuntamento della rassegna. L’opera propone tre possibili traiettorie di sguardo sul futuro dell’intreccio: la risemantizzazione degli oggetti tradizionali, attraverso nuovi usi e significati; la valorizzazione delle tecniche come strumenti progettuali, capaci di generare forme diverse da quelle canoniche; l’utilizzo del patrimonio immateriale come fonte di ispirazione, in dialogo con tecnologie contemporanee e processi digitali, senza produrre oggetti parassitari o imitazioni svuotate di senso. Attraverso un processo di scomposizione delle forme e dei gesti, l’installazione mette in luce come la tradizione possa diventare un campo di possibilità, più che un repertorio da replicare”.




