La chiusura del Centro per l’impiego di Latte Dolce.
Arriva un’altra brutta notizia per i residenti di Latte Dolce e Santa Maria di Pisa (in tutto 22mila abitanti). Dopo la chiusura alcuni anni fa del Punto Città e della filiale del Banco di Sardegna, per gli abitanti due popolosi quartieri si prospetta il trasferimento del Centro per l’impiego dalla sede di via Bottego alla nuova collocazione individuata nella borgata di Baldinca in via Lorenzo Auzzas.
Immediate sono arrivate accese polemiche da parte dei residenti subite raccolte dai dirigenti del Nuovo comitato di Latte Dolce – Santa Maria di Pisa, che non nascondono la loro contrarietà al trasferimento di uno dei servizi più importanti che da tantissimi anni ha la sede a Latte Dolce, ubicazione facilmente accessibile grazie alle tante linee di mezzi pubblici che arrivano nel rione. La nuova sede tra Li Punti e Viziliu preoccupa non poco i residenti che lamentano una maggiore difficoltà nel raggiungere la nuova destinazione. Anche la futura sede di Baldinca è servita da alcune linee urbane, ma il malcontento nasce per la sua accessibilità per chi non dispone di un mezzo personale.
Le motivazioni dell’Aspal.
L’Aspal e l’assessora regionale al lavoro, Desiré Manca, confermano che entro aprile verrà effettuato il trasferimento del Centro per l’impiego da via Bottego sede ormai non funzionale, per offrire ampi spazi funzionali e moderni nella nuova struttura di Baldinca dove l’edificio garantisce servizi idonei per tutti coloro che vorranno usufruire della struttura. Trasloco reso possibile grazie ai finanziamenti del PNRR (870 mila euro), stanziati per lavori di riqualificazione che rientrano nel “Potenziamento dei centri per l’impiego“. La nuova struttura di Baldinca si presenta come un ambiente moderno e dignitoso, al suo interno sono presenti trenta locali, sale riunioni e sale di attesa confortevoli. Il trasferimento, punta alla modernizzazione del servizio.
Le parole di Danilo Farina.
La notizia come era prevedibile ha suscitato la netta contrarietà dei residenti dei due quartieri che tramite il presidente del Comitato di quartiere Danilo Farina, esprimono i tanti futuri disagi per una decisione che ritengono dannosa per gli oltre 22 mila abitanti.
“Ormai nei nostri due rioni – dice il presidente Farina – ci sono rimasti un medico di base, un pediatra, un ufficio postale ed un centro prelievi. Nel corso degli ultimi anni ci hanno tolto diversi importanti servizi. Il punto città e il banco di Sardegna. Nella grande struttura di via Bottego, rimangono solo gli uffici dei servizi sociali, un’associazione di ambulanze, ma esistono tanti spazi vuoti dove si può ripristinare il punto città e inserire un posto di Polizia locale. Tutti servizi che invece sono presenti nel quartiere di Li Punti (niente contro Li Punti), ma è un rione più piccolo e con meno residenti. La nostra non è più una sensazione astratta, ci sentiamo davvero abbandonati”.




