Condotta antisindacale, Nursind contro la Asl di Sassari

Pronto soccorso Sassari, Fausta Pileri, Nursind, Infermieri

Il sindacato Nursind attacca la Asl di Sassari

Doppia condanna per condotta antisindacale alla Asl di Sassari, Nursind attacca: “Gravità istituzionale assoluta”.

“Non è un errore, è un metodo”: con queste parole Fausta Pileri, Segretaria territoriale di Nursind Sassari e componente della Direzione Nazionale Nursind, interviene sulla condanna per comportamento antisindacale (ex art. 28 dello Statuto dei Lavoratori) che ha coinvolto l’ASL 1 di Sassari per due volte in meno di un anno. “Una condanna per comportamento antisindacale non è mai un semplice incidente di percorso burocratico. Quando ad essere condannata è un’Azienda sanitaria pubblica, e per di più per due volte nell’arco di pochi mesi, la questione assume una gravità istituzionale e sociale assoluta,” afferma Pileri.

“I fatti risalgono al 2024”

“I fatti risalgono a ottobre 2024, quando il Tribunale di Sassari – sezione lavoro – con decreto ex art. 28 dello Statuto dei Lavoratori ha annullato il trasferimento disposto dalla ASL nei confronti di una dirigente Nursind, giudicandolo antisindacale. “Nonostante il provvedimento fosse stato dichiarato nullo, l’azienda ha ritenuto di procedere con una grave sanzione disciplinare nei confronti della stessa dirigente, rea di non aver accettato il trasferimento,” sottolinea la Segretaria. Il sindacato è stato quindi costretto ad agire nuovamente a tutela della dirigente. Nei giorni scorsi, il Tribunale di Sassari ha per la seconda volta dichiarato antisindacale, sempre ai sensi dell’art. 28, la condotta dell’ASL, annullando la sanzione disciplinare e ordinando la cessazione degli effetti della condotta ritenuta antigiuridica”.

“Per Nursind, quanto accaduto evidenzia un problema che va oltre il piano giudiziario. “Un’ASL non è un’azienda privata qualunque, è un pezzo dello Stato. Il suo dovere non è solo curare i cittadini, ma agire nel pieno rispetto della legalità, a partire dai rapporti di lavoro. Quando un ente pubblico ignora le regole del confronto, tradisce la propria missione e genera un clima di sfiducia che si riflette inevitabilmente sulla qualità del servizio,” evidenzia Pileri. Il sindacato richiama inoltre le conseguenze sul personale sanitario: “Accanirsi contro la prima linea, contro gli infermieri e contro il sindacato di categoria che tutela le professioni infermieristiche, significa alimentare burnout e demotivazione.”

“Atteggiamento che appare ostile e non casuale”

“La doppia condanna, sottolinea Nursind, rappresenta un elemento particolarmente grave. “Se la prima poteva essere interpretata come un’errata applicazione delle norme, la seconda conferma un atteggiamento che appare ostile e non casuale nei confronti del Nursind.” Il sindacato evidenzia anche il profilo economico della vicenda. “Le spese legali e gli eventuali risarcimenti ricadono sulla collettività. Risorse che dovrebbero essere destinate all’assistenza dei pazienti e al rafforzamento degli organici vengono invece impiegate per sostenere tesi illegittime contro i diritti dei lavoratori,” prosegue Pileri.

“È inaccettabile che comportamenti illegittimi producano costi a carico della sanità pubblica. In un momento in cui ogni risorsa è fondamentale, si rischia di configurare anche un potenziale danno erariale che porteremo all’attenzione degli organi di controllo.” Infine, la Segretaria territoriale richiama il tema della responsabilità. “Una ASL che sceglie lo scontro con chi rappresenta il cuore dell’assistenza non perde solo in tribunale, ma rischia di perdere la propria credibilità. È necessario che chi ha agito ignorando le sentenze e calpestando i diritti dei lavoratori sia chiamato a rispondere delle proprie azioni.”

Condividi l'articolo