La raccolta differenziata a Sassari cresce lentamente ma la polemica è veloce.
Mentre Sassari non ha ancora raggiunto l’obiettivo del 65% per la raccolta differenziata, nonostante i progressi dell’attuale amministrazione comunale, in città dove si è appena esteso il “porta a porta” stanno nascendo i primi malumori. Tra gli abitanti dei quartieri dove è stato introdotto lo stesso sistema di raccolta di molte parti dell’Isola e del Paese, sorgono i primi interrogativi se è un bene che questo passo di civiltà sta arrivando, anche se con ritardo e lentezza, anche a Sassari.
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Il malcontento è palpabile sui social, dove la comunità Sassarese è molto attiva. Uno dei gruppi dove la popolazione è più coinvolta è “Segnala a Sassari”. Qui gli abitanti credono che il porta a porta a Sassari non funzioni.
”La vedo più sporca ma non perché le persone siano incivili no assolutamente, ma abbiamo i cinghiali dappertutto dobbiamo fare i conti con le avversità meteorologiche, quando c’è vento e un disastro. Io penso che quando c’erano I cassonetti con una differenziata consapevole la città era più pulita”, scrive un cittadino in un post e chiede se si vorrebbe tornare ai cassonetti. La questione dei cinghiali era stata sollevata anche nei giorni scorsi. Gruppi di ungulati assaltano i mastelli e spargono rifiuti dappertutto. Alcuni hanno proposto le isole ecologiche digitalizzate per eliminare il problema dei mastelli. Altri si mostrano addirittura critici verso la raccolta differenziata. “Abito in Largo Cavallotti e sto temendo per quando il porta a porta inizierà anche qui”, ha commentato una donna.
La situazione del porta a porta, o addirittura la raccolta differenziata, ha polarizzato la città in queste ore. La questione della differenziata è un tema che traina una rivoluzione culturale che però necessita tempo per instaurarsi in una comunità. Dibattiti su questa gestione dei rifiuti avevano infatti attraversato anche altri paesi e città un decennio fa, quando le amministrazioni hanno introdotto la differenziata con il porta a porta. Medesime le polemiche: timori di vedere una città più sporca o di dover perdere tempo a differenziare i rifiuti.
Sassari passa alla differenziata, lentamente.
Lo studio di Legambiente presentato ieri, ha bocciato la città ancora per non aver raggiunto il minimo standard imposto per la raccolta differenziata. La Sardegna, al contrario si è posizionata come più virtuosa, ovvero terza regione in Italia, grazie a numerose amministrazioni comunali che hanno imposto un cambio di passo specialmente nei comuni più piccoli. Anche Cagliari da anni ha colmato il divario, ma Sassari resta ancorara al 61%, anche in vista di un lieve progresso (nel 2024 era al 60,96). Tuttavia l’attuale amministrazione sta cercando di chiudere questo gap nel 2026.
Così diverse zone di Sassari si sono dotate del porta a porta, lasciando però diversi cittadini ancora spaesati e dubbiosi. Già a gennaio è arrivato in diversi quartieri come Monte Rosello e Prunizzedda, però in città sono già sorti problemi.
