Caos a Dubai, il nord Sardegna col fiato sospeso.
Dubai si è trasformato in una trappola di sabbia e metallo per centinaia di viaggiatori del Nord Sardegna, prigionieri di un cielo improvvisamente blindato. Tra Sassari e Olbia, sono numerosi i sardi rimasti bloccati a Dubai a causa della chiusura improvvisa dello spazio aereo. Tra loro, volti noti come Simonetta Bazzu, Martina Casula e lo chef Giorgio Barone, oltre a Susanna Campione del Convitto Canopoleno di Sassari. Quelli che dovevano essere soggiorni di piacere, studio o lavoro si sono tramutati in un’attesa estenuante.
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Situazione critica.
Sebbene l’aeroporto della metropoli emiratina preveda di ripristinare alcuni collegamenti già in serata, il rientro in Italia resta un’incognita. La situazione è critica anche per i passeggeri della crociera MSC Euribia: per molti turisti sardi si ipotizza un imbarco alternativo da Abu Dhabi anziché da Doha, ma mancano ancora conferme ufficiali.
Grave crisi aerea.
Le ripercussioni di quella che è già stata definita la crisi aerea più grave dai tempi della pandemia sono globali. Non solo Dubai: un gruppo guidato dalla sulcitana Maria Paolucci è attualmente bloccato in Vietnam, in attesa di aggiornamenti per poter far ritorno nell’isola. In questo clima di sospensione, l’Agenzia europea per la sicurezza dell’aviazione (EASA) ha ribadito la massima cautela, raccomandando di evitare lo spazio aereo interessato dalle ostilità fino a nuova disposizione. Per centinaia di sardi, il viaggio verso casa resta una sfida contro il tempo e la geopolitica.
Cosa succede.
La paralisi del traffico aereo, che sta colpendo migliaia di passeggeri tra cui i molti sardi, è stata innescata da un’improvvisa escalation militare in Medio Oriente. In particolare, l’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, avvenuto tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo 2026, ha trasformato il Golfo Persico in una zona ad alto rischio. Il lancio di missili e l’intercettazione di droni sopra i cieli degli Emirati Arabi Uniti e del Qatar hanno costretto le autorità a chiudere immediatamente gli spazi aerei di Dubai, Doha e Abu Dhabi. Detriti di missili intercettati sono caduti in zone sensibili, come l’isola artificiale di Palm Jumeirah e l’aeroporto internazionale di Abu Dhabi, rendendo impossibile garantire la sicurezza dei voli civili.




