Tre persone accusate di estorsioni a Bancali.
La Procura di Sassari ha concluso le indagini nei confronti di tre persone accusate di aver gestito un giro di estorsioni dall’interno del carcere di Bancali. L’inchiesta, condotta dai Carabinieri, ha svelato che alcuni detenuti utilizzavano microcellulari introdotti clandestinamente per minacciare i familiari di altri reclusi.
Stando a quanto riportato da La Nuova Sardegna, è indagato un uomo di 39 anni che avrebbe contattato diverse persone per chiedere somme di denaro sotto la minaccia. Tra gli episodi contestati figurano richieste che andavano dai 200 ai 2.000 euro, accompagnate dalla prospettiva di aggressioni fisiche, omicidi e danni a proprietà private, come l’incendio di veicoli e attività commerciali.
Oltre al promotore della rete, sono coinvolti suo fratello e una donna a piede libero che avrebbe fornito i contatti telefonici necessari per i ricatti. Le indagini si sono basate su intercettazioni telefoniche e messaggi che hanno permesso di ricostruire le pressioni esercitate sulle vittime, tra cui figura anche un uomo di 77 anni.




