Falsa certificazione per avere la borsa di studio, scoperto dalla finanza

I controlli.

Nell’ambito dell’azione a tutela della spesa pubblica, le Fiamme gialle della tenenza di Sanluri hanno individuato un soggetto di Senorbì che ha indebitamente usufruito di sovvenzioni statali nel settore scolastico universitario, sotto forma di borsa di studio, relativamente all’anno accademico 2015/2016.

Il soggetto sottoposto a controllo è stato individuato a seguito di attenta analisi degli elementi informativi disponibili attraverso la consultazione delle banche dati in uso al Corpo.

L’azione dei Finanzieri è stata orientata alla verifica della sussistenza dei requisiti per poter usufruire delle prestazioni sociali agevolate in materia di borse di studio universitarie erogate dall’Ersu, procedendo al riscontro della corrispondenza tra quanto dichiarato nell’autocertificazione sulla consistenza reddituale/patrimoniale presentata dal richiedente il beneficio e la reale situazione reddituale/patrimoniale risultante dagli elementi acquisiti nel corso della citata analisi di rischio.

L’attività ispettiva ha permesso di accertare che il soggetto attenzionato versava in una situazione economica tale da non rientrare nella richiesta concessione, avendo una situazione reddituale ben al disopra dei limiti previsti.

Il precettore del contributo pubblico è stato segnalato all’Ente Universitario erogatore per il recupero della somma indebitamente percepita, pari a 1.690 euro, e per l’irrogazione della sanzione amministrativa da 500 a 5.000 euro.

Il controllo in argomento rientra nell’ambito delle funzioni di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza, con particolare riferimento al controllo sulla spesa pubblica, con la finalità di assicurare la corretta erogazione delle risorse finanziarie pubbliche ai soggetti che ne hanno effettivamente diritto.

L’attività sopra descritta, la prima conclusa nel corrente anno, si pone sulla scia intervenziale della costante azione di presidio nello specifico settore delle prestazioni sociali agevolate, che nell’anno appena trascorso, nell’ambito di 119 interventi ha portato alla constatazione di 31 casi di irregolarità e la constatazione di 60mila euro di sovvenzioni pubbliche indebitamente percepite.

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