La vicenda della rimozione di Flavio Sensi.
I giudici del Tar Sardegna hanno stabilito l’annullamento degli atti impugnati e il reintegro immediato di Flavio Sensi nel ruolo di Direttore generale dell’Asl di Sassari. La decisione scaturisce dal ricorso contro la rimozione forzata avvenuta in base alla legge regionale 8 del 2025, promossa dalla presidente Alessandra Todde per commissariare le aziende sanitarie. Nonostante la Corte Costituzionale avesse già bocciato tale norma a fine dicembre, la giunta aveva proseguito nell’iter nominando nuovi manager, le cui designazioni risultano ora prive di validità.
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Il fondamento del verdetto risiede nel richiamo alla Consulta, che ha dichiarato illegittimo l’articolo 14 della suddetta legge, ovvero il meccanismo che prevedeva il commissariamento straordinario e la decadenza automatica dei dirigenti in carica. Di conseguenza, il tribunale amministrativo ha sancito l’illegittimità della delibera di aprile che sollevava Flavio Sensi dall’incarico all’Asl Sassari. Poiché l’incostituzionalità opera con effetto retroattivo, gli atti amministrativi derivati perdono ogni base legale e vengono annullati fin dalla loro origine.
Un punto cruciale della sentenza chiarisce che la Regione non dispone più del potere di nominare nuovi direttori generali per sostituire quelli rimossi. I magistrati spiegano che l’amministrazione non può procedere a nuove nomine poiché queste presupporrebbero la legittima decadenza dei precedenti manager, potere che è venuto meno con l’annullamento della legge regionale. Non è possibile aggirare la sentenza della Corte Costituzionale poiché il presupposto giuridico per il commissariamento è stato cancellato. Al momento la decisione riguarda esclusivamente Sensi, l’unico ad aver adito il Tar, mentre altri dirigenti hanno scelto la via del ricorso straordinario al Capo dello Stato. La Regione ha comunque la possibilità di ricorrere al Consiglio di Stato per l’ultimo grado di giudizio.




