In Consiglio comunale una mozione per la revoca delle Chiavi della città a Francesca Albanese
In Consiglio comunale a Sassari arriva una mozione che chiede la revoca delle Chiavi della città a Francesca Albanese. L’atto portato da Fratelli d’Italia è all’ordine del giorno della seduta di domani, 5 febbraio 2026. Era il 25 settembre quando la maggioranza di centrosinistra ha deliberato la concessione delle Chiavi alla relatrice speciale dell’Onu sui territori palestinesi occupati. All’inizio dell’anno il consigliere Fdi Pietro Pedoni ha presentato una mozione contraria, che è all’ordine del giorno della prossima seduta.
La mozione di Pedoni
“Chiediamo al Consiglio di revocare il provvedimento adottato dalla maggioranza – spiega Pedoni -, anche alla luce delle ultime affermazioni pubbliche della relatrice Onu, non certamente imparziali e neutrali, che hanno messo in imbarazzo vari esponenti di tutto l’arco istituzionale, giornalisti e figure diplomatiche, oltre a suscitare indignazione e condanna da varie nazioni europee e non solo, Francia e Germania su tutte. Quindi con palesi «vizi politici e istituzionali», oltre che di opportunità”.
“La consegna delle chiavi della città è un riconoscimento con un alto valore simbolico che richiede condivisione, e rispetto per tutte le componenti sociali e istituzionali, quindi a figure degne di rappresentare sobrietà e senso delle istituzioni che rappresentano, e non affermare divisioni politiche e culturali”.
I dubbi degli altri
“Negli ultimi mesi infatti anche spinti dalla forte reazione dell’opinione pubblica , oltre che dalle dichiarazioni della Albanese, molti sindaci di centrosinistra, hanno avviato una riflessione sull’opportunità di non procedere alla concessione di onorificenze o atti simbolici a Francesca Albanese. Napoli, Firenze, Napoli, Cuneo, Torino su tutti. Sarebbe insensato che mentre le città governate da sindaci PD ragionano e decidono di rivedere le proprie decisioni, ammettendo l’errore, a Sassari la maggioranza decida di confermare la scelta di consegnare le chiavi della città ad una figura «globalmente divisiva», non ascoltando le forti contrarietà palesate da una parte consistente della comunità”.
“Se la nostra amministrazione – conclude Pedoni – vuol avere quel ruolo da garante dell’unità istituzionale e non come amplificatore di schieramenti politici, deve rivedere la propria posizione. La mozione che abbiamo presentato va a tutelare il buon governo e l’immagine di questa città”.
[foto di Pietro Pedoni: Deoca]




