Operai derubano una 90enne malata di 10.000 euro: due arresti a Sassari

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Due persone arrestate per furto aggravato a Sassari.

La sera di martedì 10 marzo, a Sassari, due uomini sono stati arrestati per aver derubato una nonnina di 90 anni. Alla vittima, tra gennaio e febbraio, erano stati rubati quasi 10.000 euro e l’anziana, disperata, ha sporto denuncia ai carabinieri. Grazie alle tempestive indagini dei militari della locale stazione, hanno preso i malviventi, che ora sono ai domiciliari con braccialetto elettronico, come disposto dal Tribunale di Sassari.

Gli uomini sono accusati di autoriciclaggio, indebito utilizzo di carte di credito e furto aggravato in abitazione. L’arrestato ha agito in concorso con un complice, che nel periodo in cui i due erano impegnati in lavori di muratura presso l’abitazione della vittima, hanno approfittato della sordità della donna e delle difficoltà nella deambulazione, per sottrarre la carta bancomat ed effettuare prelievi, avendo cura di riportarla al suo posto e, dunque, approfittando della fiducia della novantenne. Contemporaneamente, si sono impossessati di una cassettina metallica contenente numerosi preziosi a cui l’anziana è particolarmente legata, poiché rappresentano i ricordi di un’intera vita.

Le indagini.

Grazie a meticolose ricerche, i carabinieri sono riusciti a recuperare gran parte della refurtiva presso alcuni esercizi “Compro Oro” di Sassari, dove i due indagati si erano recati per monetizzare i colpi, configurando così il reato di autoriciclaggio. Nello specifico sono stati recuperati un orologio in oro bianco, tre orecchini in oro, tre anelli con pietre preziose, un anello con diamante, cinque bracciali e un collier. Il valore complessivo dei beni ritrovati, che saranno presto restituiti alla legittima proprietaria, ammonta a circa 5.000 euro.

L’arresto.

Già il 26 febbraio scorso, i Carabinieri della Stazione di Sassari avevano arrestato in flagranza di reato il complice, sorpreso nei pressi di un punto vendita dell’usato mentre tentava di vendere parte della refurtiva. I militari hanno inoltre accertato che, al fine di eludere le indagini, i due soggetti avevano tentato di cancellare le tracce del loro passaggio eliminando i propri numeri dalla rubrica telefonica della vittima e danneggiando l’impianto di videosorveglianza dell’abitazione. Entrambi gli indagati si trovano ora sottoposti alla misura degli arresti domiciliari e le indagini proseguono sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Sassari. Si precisa che, per il principio della presunzione d’innocenza, la colpevolezza delle persone sottoposte alle indagini sarà definitivamente accertata solo se interverrà una sentenza irrevocabile di condanna.

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