Le indagini sull’incendio nell’ex hotel Turritania di Sassari.
Una colonna di fumo nero visibile da diversi punti della città ha interrotto nel tardo pomeriggio di ieri, 18 marzo, i lavori sull’ex Turritania, già protagonista di decenni di attese e polemiche. L’incendio, sviluppatosi sulla terrazza dello stabile, ha richiesto l’intervento di due squadre dei vigili del fuoco con un’autoscala, della Polizia locale, della polizia e di un’ambulanza per precauzione, mentre il traffico in piazza Sant’Antonio è stato temporaneamente sospeso. Sul posto, il sindaco Giuseppe Mascia ha dichiarato che, in attesa delle relazioni dei vigili del fuoco e della polizia giudiziaria, non si può escludere alcuna ipotesi sulle cause, pur considerando incomprensibile un eventuale dolo.
Le prime verifiche indicano che le fiamme hanno interessato principalmente pallet e cartoni, lasciando intatti i materiali ignifughi utilizzati per il pavimento e gli impianti fotovoltaici ancora non attivi. I danni strutturali sembrano limitati e l’impresa incaricata ha già ottenuto l’autorizzazione per avviare domani le operazioni di ripristino, riducendo al minimo i ritardi nella consegna prevista originariamente per il 31 marzo 2026. Gli investigatori hanno già acquisito le immagini delle telecamere di sorveglianza del cantiere per chiarire l’eventuale origine dolosa o accidentale dell’evento.
La vicenda segue la mattinata del sopralluogo della seconda commissione consiliare, durante il quale erano stati mostrati i progressi del progetto di housing sociale, realizzato dall’impresa Mario Ticca e destinato a spazi comuni, laboratori per diverse fasce di età e 18 alloggi, con uno spazio destinato al co-housing. Nonostante l’imprevisto, le autorità locali hanno confermato l’intenzione di proseguire i lavori con rinnovata determinazione, sottolineando che l’incidente non comprometterà il completamento dell’opera né la restituzione di una funzione centrale all’edificio nel contesto urbano.
