Mascherine obbligatorie in classe, la rivolta della mamme di Sassari: “Meglio la scuola da casa”

Le mascherine obbligatorie per gli studenti in classe.

Mascherine obbligatorie a scuola e dalle mamme di Sassari parte la rivolta. In base al nuovo Dpcm, che sarà in vigore da domani, gli alunni dai 6 ai 14 anni dovranno indossare la protezione in classe per tutto il giorno. In pratica, tutti gli studenti della scuola dell’obbligo che seguiranno le lezioni in presenza dovranno farlo con questa ulteriore prescrizione.

La mascherina sarà obbligatoria a scuola anche al banco, mentre fino ad oggi gli alunni potevano togliersela quando erano seduti per seguire le lezioni in classe, l’uso della mascherina non era obbligatorio, se veniva rispettata la distanza di sicurezza. La mascherina di per sé non arreca danni alle capacità cognitive. Ma l’uso prolungato della stessa potrebbe produrre, secondo gli esperti, effetti negativi quali stress da calore, disagio termico, aumentare il livello di dispnea percepita (difficoltà a respirare), mal di testa e malessere diffuso.

Ma il problema delle scuole non sono le mascherine, come ricorda Nicola Addis, presidente dell’Ordine dei Medici della Provincia di Sassari. “Gli studenti sono entrati a scuola senza nessun controllo. Infatti, da subito sono aumentati i casi di positività. E non è possibile che una comunità vasta come quella scolastica, sia stata lasciata al caso. I positivi hanno circolato tra le scuole e le famiglie. Con un’attività preventiva si poteva fare diversamente”. Addis si era già espresso a suo tempo sulla riapertura delle scuole. “So che la chiusura comporta che i genitori non possono andare a lavorare, ma la didattica a distanza in questo momento appare l’unica soluzione. Prima di riaprirle avrei adottato tutte le precauzioni necessarie Almeno il test sierologico doveva essere fatto”.

Maria Antonietta Mulas, gestore della scuola dell’infanzia Sacro Cuore di Mores, entra più nello specifico della questione. “Per quanto riguarda l’uso obbligatorio della mascherina, durante tutte le ore di lezione come previsto dal nuovo decreto, ritengo che sopratutto per i bambini più piccoli come quelli ai quali per tanti anni ho insegnato io, portarla sia un sacrificio. Personalmente, avendo avuto sin da ragazza difficoltà respiratorie, se fossi stata ancora in servizio come insegnante, avrei dovuto mettermi in malattia, in quanto non sarei riuscita a sopportare la mascherina per più di un ora. Posso dirle comunque che nella nostra scuola le maestre ed i docenti erano già obbligati a tenerla tutte le ore di lezione”.

A smorzare le preoccupazioni dei genitori ci pensa Antonella Chirigoni, avvocato e rappresentante di classe all’istituto Grazia Deledda di Ozieri. “Ritengono che la mascherina, seppur fastidiosa, possa comunque essere utilizzata dagli studenti, che devono essere educati anche al distanziamento sociale e ad evitare gli assembramenti”, afferma Chirigoni. Ma la didattica a distanza può essere la soluzione che accontenta tutti. “Con la Dad mancano le dinamiche di gruppo, i ragazzi sono separati da uno schermo, senza centralità della figura dei docenti, e motivamente più piatta, ma se questo fosse necessario per evitare un collasso, mal volentieri sceglierebbero la Dad”, conclude l’avvocato.

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