Morto per l’amianto, alla vedova 50mila di arretrati della pensione

La sentenza alla sezione distaccata di Sassari sul caso del militare morto di cancro.

La Corte d’Appello di Cagliari, alla sezione distaccata di Sassari, ha emesso una sentenza per la famiglia di un militare 56enne morto per cancro contratto durante il servizio. I magistrati hanno parzialmente modificato la precedente decisione del Tribunale di Tempio, estendendo i benefici economici e assistenziali per i familiari della vittima morta nel 2008.

Oltre al riconoscimento delle maggiorazioni per gli assegni vitalizi di 500 euro mensili, è stato garantito il diritto della moglie a ricevere la pensione di reversibilità in due annualità per circa 50mila euro, garantendo inoltre l’esenzione sulle spese mediche per il figlio del defunto.

La vicenda riguarda un meccanico e motorista navale che ha contratto il cancro a causa dell’esposizione all’ambianto. Il militare che viveva in provincia di Sassari, scomparso nel 2008 a soli 56 anni, aveva ricevuto tante onorificenze come la Croce d’Argento e la Medaglia d’Onore prima di essere ufficialmente riconosciuto come vittima del dovere.

Secondo l’Osservatorio Nazionale Amianto, che ha fornito assistenza legale nel caso, il provvedimento è un progresso fondamentale per equiparare le vittime del dovere e quelle del terrorismo. L’avvocato Ezio Bonanni ha sottolineato come la sentenza restituisca dignità ai sacrifici compiuti dal lavoratore, mentre restano ancora aperti i procedimenti civili volti a ottenere il risarcimento completo dei danni subiti dalla famiglia.

Condividi l'articolo