La manifestazione dei proPal a Sassari.
Ieri sera Sassari ha ospitato la ventiduesima serata pubblica di solidarietà con il popolo palestinese e contro tutte le guerre e i colonialismi, ultimo appuntamento dei proPal del 2025.
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Una piazza attiva e disturbata dalla musica.
La manifestazione è iniziata alle 19. La pioggia non ha fermato la partecipazione, ma la musica diffusa nelle vie del centro ha reso difficile parlare e ascoltare le testimonianze con continuità. In piazza erano presenti cittadini, attivisti e osservatori. Tra i manifestanti anche il giornalista Pier Giorgio Pinna, che ha seguito l’intero presidio e ha preso la parola a metà della serata. Gli interventi hanno richiamato l’attenzione sulle condizioni di vita nella Striscia di Gaza. Le donne palestinesi affrontano il ciclo mestruale senza accesso all’acqua o a prodotti igienici. Altre testimonianze hanno riguardato le donne incinte, prive di cure adeguate e di assistenza sanitaria continua.
Comunicazione e informazione.
Durante la serata è stata citata una riflessione del giornalista Alfredo Facchini, secondo cui chi parla di Palestina viene spesso spinto nel terreno del terrorismo. A metà della serata, Pier Giorgio Pinna ha commentato il ruolo della comunicazione nei conflitti contemporanei: “La comunicazione ha un peso decisivo nelle guerre moderne. Governi e attori internazionali investono risorse significative nella costruzione del consenso. Per questo diventa fondamentale distinguere tra organizzazioni armate e popolazioni civili, evitando sovrapposizioni che impediscono una lettura equilibrata dei fatti”. Le parole hanno ricevuto attenzione e applausi dalla piazza.
Pentole, mestoli e fischietti hanno scandito la serata come segnale contro il silenzio e l’indifferenza. Non si sono registrati slogan violenti. Durante l’evento è stata letta una poesia del poeta palestinese Rafat, con immagini che richiamano la disperazione. I relatori hanno chiarito il significato simbolico e letterario del brano, escludendo qualsiasi interpretazione come invito alla violenza.
La serata si è chiusa con un invito alla partecipazione consapevole. Informarsi, mantenere uno sguardo critico e sostenere iniziative umanitarie nel rispetto delle leggi. Piazza Azuni ha ospitato un momento pubblico di riflessione che conclude un anno di mobilitazioni locali e ribadisce l’importanza di non dimenticare le realtà dei conflitti.




