L’ennesima aggressione nel carcere di Bancali a Sassari.
Una nuova aggressione ai danni di un agente della Polizia Penitenziaria si è verificata nella serata di ieri, 31 marzo, intorno alle 19, all’interno della Casa Circondariale di Sassari – Bancali, dove un detenuto extracomunitario ha colpito con un pugno al volto il poliziotto durante il normale servizio nella sezione detentiva.
L’uomo, già ritenuto pericoloso e con precedenti episodi di violenza, si trovava ristretto in sezione punitiva proprio per comportamenti aggressivi. In passato, in altri istituti penitenziari, aveva già aggredito gravemente un appartenente al Corpo, provocandogli anche la frattura del setto nasale. A rendere ancora più delicata la situazione è stato il fatto che l’agente si trovasse da solo al momento dell’aggressione. Nonostante il colpo ricevuto, il poliziotto è riuscito a mantenere il controllo, gestendo la situazione in autonomia fino a ricondurre il detenuto nella cella, prima dell’arrivo di un collega in supporto.
“Ciò che rende questo episodio ancora più grave è il fatto che il collega si trovasse completamente da solo in sezione. Nonostante l’aggressione subita, l’agente ha mantenuto lucidità, sangue freddo e altissima professionalità, affrontando la situazione senza arretrare e riuscendo a contenere autonomamente il detenuto e a ricondurlo all’interno della cella – ha affermato vicesegretario provinciale Uspp di Sassari, Gregory Francesco Saba insieme alla delegata locale Elena Auriemma -. Solo a conclusione dell’intera vicenda è giunto un collega in supporto, quando ormai la situazione era stata già completamente gestita dall’agente aggredito. Un comportamento che dimostra preparazione, coraggio e senso del dovere, qualità che hanno probabilmente evitato conseguenze ben più gravi. È infatti legittimo chiedersi cosa sarebbe potuto accadere se il collega non fosse stato adeguatamente formato o non avesse avuto la prontezza e la professionalità dimostrate in quel momento”.
Sulla vicenda il sindacato Uspp a livello nazionale ha espresso apprezzamento per la condotta dell’agente, ritenuta meritevole di una formale lode per l’elevata professionalità dimostrata in un contesto ad alto rischio. Il presidente nazionale Giuseppe Moretti, il vicepresidente Francesco Laura e il presidente regionale della Sardegna Alessandro Cara hanno manifestato solidarietà e vicinanza al poliziotto ferito, indicando l’episodio come l’ennesimo segnale di una situazione sempre più preoccupante.
Il fatto si inserisce in un quadro già critico. Nello stesso istituto, pochi giorni prima, si era verificata un’altra aggressione ai danni del personale, portando a due episodi ravvicinati. A livello nazionale, il 2025 ha fatto registrare un aumento significativo delle violenze contro gli agenti di Polizia Penitenziaria, con numeri tra i più alti degli ultimi anni.
L’Uspp sottolinea come la gestione dell’intervento dimostri l’importanza della formazione professionale, in particolare dei corsi di Mga, il Metodo Globale di Autodifesa, che consentono agli operatori di affrontare situazioni critiche con tecniche adeguate. Tuttavia, secondo il sindacato, la preparazione non può essere l’unica risposta a contesti di rischio così elevato. Da qui la richiesta di strumenti operativi più efficaci, tra cui la dotazione del taser per gli agenti impegnati nelle sezioni detentive e una più ampia distribuzione dello spray al peperoncino, già previsto ma non ancora diffuso in modo uniforme.
“Non è più tollerabile che gli uomini e le donne dello Stato siano lasciati soli ad affrontare situazioni ad altissimo rischio, confidando esclusivamente sulla loro preparazione e sul loro coraggio. Fortunatamente, in questo caso il collega ha dimostrato capacità operative e professionalità straordinarie, ma è evidente che senza la sua prontezza e preparazione le conseguenze avrebbero potuto essere ben più grave”, prosegue Saba.
Nel contesto della struttura di Bancali, il sindacato ribadisce il proprio impegno nella tutela della sicurezza e della dignità professionale del personale, assicurando sostegno costante agli operatori impegnati quotidianamente nelle sezioni detentive.
Il vicesegretario provinciale ha infine rinnovato la vicinanza a tutti gli agenti che lavorano in condizioni difficili, richiamando l’attenzione sulla necessità di interventi concreti. “La Polizia Penitenziaria merita rispetto, mezzi adeguati e condizioni operative sicure. Episodi come quello accaduto a Bancali dimostrano, ancora una volta, che la sicurezza del personale non può più essere rinviata”, conclude.
