I pensieri e i disegni dei bambini di Sassari sul coronavirus. E c’è chi scrive anche le “sue” regole

Le reazioni dei bambini sul coronavirus.

Anche i bambini hanno da dire la loro sul coronavirus. Sono informati, guardano la televisione e spesso leggono qualche notizia sul giornale. Alcuni alunni di una scuola primaria di Sassari affidano a carta e penna i loro pensierini.

“Ho iniziato a vedere dei video sui supermercati vuoti, le persone per strada con la mascherina, mi sono tanto preoccupata – scrive Carla che frequenta la quinta della scuola primaria dell’istituto Monte Rosello Basso -. Quando hanno annunciato la notizia della scuola chiusa all’inizio ero contenta, poi ho pensato che fosse una cosa grave”.

Appare un po’ triste Carla quando parla delle sue giornate. “Non posso uscire, da quel giorno sono chiusa a casa”. Poi il suo viso si illumina: “Tranne domenica scorsa, che sono andata al mare a passeggiare”. Poi c’è Davide 10 anni, figlio unico: “Non posso nemmeno allenarmi, tutto questo è quasi un sogno, anzi, un incubo. Quasi quasi mi manca la scuola”.

Lo interrompe Giovanna, 9 anni: “A me mancano anche i compagni, le maestre, il pranzo della mensa”. Poi prosegue nel suo tema: “Non ho potuto baciare e abbracciare la mia cuginetta. Io spero che tutto questo finisca in fretta e di non preoccuparmi più di queste cose”.

Anche Andrea, 10 anni, ha da dire la sua: “Alla televisione, dei dottori hanno detto che questo virus è molto difficile da controllare. È difficile non avere paura. Ancora non lo conosciamo perché è nuovo, bisogna trovare la cura giusta”. Infine, guarda serio: “Questa situazione non deve essere sottovalutata da nessuno, tutti dobbiamo seguire le stesse regole di prevenzione”. Sono le regole che Claudia, anche lei 10 anni, racconta con il disegno delle regole che ha voluto fare con le sue mani e che vorrebbe far vedere a tutti. Piccoli e grandi.

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