Caso Becciu, annullata l’udienza prevista domani

Il caso di Angelo Becciu.

Colpo di scena al processo d’appello sul caso Becciu. Dopo ore di intensi confronti tra le parti, il presidente della Corte di appello, monsignor Alejandro Arellano Cedillo ha chiuso il dibattimento in anticipo rispetto al calendario previsto, annullando la seduta del giorno successivo per ritirarsi in camera di consiglio. La Corte è ora chiamata a sciogliere i nodi procedurali che potrebbero ribaltare l’intero iter giudiziario, dovendo decidere sulla richiesta di nullità della sentenza di primo grado e sull’eventuale ammissione di nuovi atti legati al dossieraggio del caso Striano.

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Nella mattina di oggi le difese hanno ribadito i dubbi sulla regolarità del procedimento. I legali degli imputati, tra cui i rappresentanti di Cecilia Marogna, Tommaso Di Ruzza e Nicola Squillace, hanno contestato la natura del processo ritenendolo privo delle necessarie garanzie di equità. In particolare, è stata sollecitata l’acquisizione di documenti sensibili riguardanti le chat e gli omissis che coinvolgono figure chiave come Francesca Immacolata Chaouqui e monsignor Alberto Perlasca, oltre all’approfondimento sulle presunte interferenze esterne legate alle indagini romane.

Di segno opposto la posizione della Segreteria di Stato e del Promotore di Giustizia. I legali di parte civile hanno difeso la piena legittimità dei provvedimenti pontifici, definendoli atti normativi necessari a proteggere la riservatezza delle indagini finanziarie in una fase estremamente delicata. Secondo l’accusa, il coinvolgimento del Papa non è stato frutto di un inganno ma di una scelta consapevole e coerente con l’ordinamento vaticano. Anche sul fronte del caso Striano, il Promotore ha rigettato ogni connessione, definendo le vicende italiane totalmente estranee alla materia del dibattimento vaticano e sottolineando l’indipendenza dell’autorità giudiziaria d’Oltretevere.

Nonostante il clima di scontro tecnico, i difensori del cardinale Angelo Becciu hanno espresso la volontà di attendere con fiducia le decisioni della Corte. Pur concentrandosi per il momento solo sulle eccezioni di nullità e sulle violazioni del diritto di difesa senza entrare nel merito delle accuse hanno confermato l’innocenza del porporato, ribadendo che la segnalazione di tali vizi procedurali rappresenta un passaggio obbligato per ristabilire la correttezza di un processo che ha segnato profondamente le istituzioni vaticane.

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