L’appello della Asl di Sassari sull’accesso ai Pronto soccorso.
Ridurre gli accessi impropri al Pronto soccorso per garantire interventi più rapidi ai pazienti che hanno realmente bisogno di cure urgenti. È questo il messaggio lanciato dalla Asl di Sassari, che richiama i cittadini a un utilizzo più consapevole dei servizi di emergenza, ricordando che per molti problemi di salute il primo riferimento deve essere il medico di medicina generale o lo specialista di competenza.
Secondo l’azienda sanitaria, il sovraffollamento dei Pronto soccorso è spesso legato alla presenza di richieste che potrebbero essere gestite attraverso altri percorsi assistenziali. “Non bisogna rivolgersi al Pronto soccorso per disturbi di lieve entità”, ha spiegato Giovanni Sechi, direttore del Pronto Soccorso dell’ospedale civile di Alghero, indicando come alternative il medico di famiglia nelle ore diurne, la continuità assistenziale durante la notte e le guardie turistiche per i non residenti.
L’invito riguarda soprattutto situazioni non urgenti, come richieste di visite specialistiche, ricette, controlli clinici non motivati o prestazioni disponibili nei servizi ambulatoriali. In questi casi, il ricorso al Pronto soccorso può contribuire ad aumentare i tempi di attesa e a sottrarre risorse ai pazienti con condizioni più gravi. Il sistema di valutazione resta affidato al triage, attraverso il quale il personale sanitario assegna una priorità sulla base delle condizioni del paziente. I codici di emergenza sono stati aggiornati con nuove definizioni: si passa da situazioni critiche, che richiedono intervento immediato, fino ai casi non urgenti che potrebbero essere gestiti fuori dall’ospedale.
I numeri evidenziano la pressione sul sistema. Al Pronto Soccorso di Alghero si registrano circa 100 accessi al giorno, con punte di 140 durante i fine settimana, per un totale annuo vicino ai 25mila interventi. A Ozieri gli accessi medi sono circa 60 al giorno, pari a circa 15 mila l’anno. Complessivamente, circa il 30% degli arrivi avviene tramite ambulanza del 118.
Secondo i dati forniti dalla Asl, una parte importante degli accessi riguarda situazioni a bassa priorità: circa il 30% dei pazienti riceve un codice verde, una quota compresa tra il 12 e il 15% un codice bianco, mentre i casi più gravi rappresentano una percentuale ridotta, con il 2% di codici rossi e il 12-15% di codici arancioni. Proprio per questo, la direzione del Pronto Soccorso invita a prestare attenzione anche ai comportamenti quotidiani, dalla sicurezza stradale all’uso del casco e delle cinture, fino alla guida responsabile. Prevenire incidenti e accessi evitabili significa lasciare maggiore spazio e attenzione agli interventi destinati ai pazienti in condizioni critiche.
“Circa il 45% degli accessi non presenta una reale necessità di ricorrere al Pronto Soccorso”, ha sottolineato Sechi, ribadendo che il corretto utilizzo dei servizi sanitari è fondamentale per mantenere efficiente il sistema di emergenza e garantire cure tempestive a chi si trova in situazioni di effettiva urgenza.





