Sassari, solo urgenze a causa di lavori al pronto soccorso: il caso in Regione

Pronto soccorso Sassari

L’interrogazione dei Fratelli d’Italia per il caso del pronto soccorso di Sassari.

Il Gruppo di Fratelli d’Italia, con un’interrogazione a prima firma della consigliera regionale Francesca Masala, chiede chiarezza sulla gestione dei lavori al Pronto Soccorso del Santissima Annunziata di Sassari. Al centro della polemica, i tempi strettissimi per non perdere i fondi europei e una comunicazione istituzionale giudicata rischiosa, che scaricherebbe sui pazienti la responsabilità di autodiagnosticarsi la gravità del proprio malessere.

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Da molto tempo si parla del necessario rifacimento del pronto soccorso dell’ospedale Santissima Annunziata di Sassari, ma solo ora prendono avvio i lavori, con uno stanziamento di 850 mila euro di fondi Pnrr – si legge nella nota di FDI -. È difficile comprendere le ragioni di un avvio così tardivo, a soli quattro mesi dalla scadenza del 30 giugno, data oltre la quale, in caso di mancata conclusione dei lavori, si rischierebbe la perdita del finanziamento. Un’operazione ad alto rischio, anche perché i lavori avviati in fretta e furia spesso lasciano molte cose a metà”.

Pochi giorni fa era uscita la notizia dove si parlava di casi urgenti al pronto soccorso di Sassari. ”Un messaggio che appare contraddittorio, dal momento che per definizione il Pronto Soccorso rappresenta l’ultima spiaggia e il primo approdo per chi ha un problema di salute urgente, fermo restando che la valutazione del grado di gravità delle condizioni cliniche può essere effettuata esclusivamente da un medico”, dichiara l’opposizione in Regione.

Secondo FdI, una comunicazione impostata in questo modo rischia di delegare a cittadini e medici di medicina generale una responsabilità che non può essere affidata all’improvvisazione. Gli esponenti del partito sottolineano come il Pronto Soccorso di Sassari versi ormai da tempo in uno stato di sovraffollamento cronico, esasperato dalla carenza di organico, dal taglio dei posti letto e da un carico assistenziale giunto al limite della tenuta. In questo contesto, Fratelli d’Italia evidenzia che la sottrazione temporanea di circa un terzo degli spazi disponibili minaccia di far precipitare una situazione già di per sé precaria, determinando un inevitabile allungamento dei tempi di attesa, una pressione insostenibile sul personale sanitario e, di conseguenza, un pericoloso aumento dei rischi clinici per i pazienti.

Ancora più preoccupante è il contesto territoriale. La medicina generale e la continuità assistenziale sono da tempo in forte sofferenza, con carenze di organico, ambulatori saturi e servizi non sempre garantiti nelle 24 ore. In questo scenario, chiedere al territorio di assorbire una quota maggiore di domanda sanitaria senza un piano straordinario visibile appare quantomeno azzardato”, dichiara il gruppo nella nota.

La distinzione tra urgenza reale e caso non urgente non è sempre immediata né evidente, soprattutto in presenza di sintomi iniziali, atipici o subdoli – ha detto – Il rischio concreto è che il messaggio venite solo per le urgenze produca ritardi nell’accesso alle cure, con conseguenze potenzialmente gravi per la salute dei cittadini. Per queste ragioni ho deciso di presentare un’interrogazione a risposta scritta e orale alla Presidente della Regione, investendo anche l’assessorato regionale alla Sanità (ad interim), per ottenere risposte chiare ad alcuni punti fondamentali”.

Chi stabilisca concretamente, durante il periodo dei lavori, cosa debba intendersi per “emergenza reale” e su chi ricada la responsabilità della valutazione nei casi di accesso o mancato accesso al Pronto Soccorso; se siano state valutate e stimate le ricadute cliniche e organizzative della riduzione degli spazi del Pronto Soccorso in un contesto già caratterizzato da sovraffollamento cronico”, ha aggiunto Masala.

Quali azioni siano previste per tutelare i cittadini dal rischio di diagnosi tardive e gli operatori sanitari da un ulteriore aggravio delle condizioni di lavoro se non si ritenga opportuno rivedere la comunicazione istituzionale adottata, affinché non si traduca in un messaggio dissuasivo all’accesso alle cure, potenzialmente pericoloso. Non si tratta di mettere in discussione l’importanza dei lavori, ma di chiedere come la Regione intenda governare questa fase delicatissima, evitando che un intervento necessario si trasformi in un ulteriore fattore di rischio per il sistema sanitario e per la popolazione”, conclude.

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