Sardegna terza in Italia per la differenziata, ma Sassari resta indietro

Sassari non riesce a raggiungere l’obiettivo del 65% sulla raccolta differenziata.

Sassari rimane ancora tra le maglie nere della Sardegna per quanto riguarda la gestione dei rifiuti, fermandosi a una quota di raccolta differenziata del 61%. Il capoluogo turritano figura infatti nel gruppo delle otto amministrazioni comunali che non riescono a raggiungere l’obiettivo del 65% fissato dalla normativa nazionale, sebbene il progressivo passaggio dai cassonetti stradali al sistema porta a porta lasci intravedere margini di miglioramento per il prossimo anno.

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Lo studio di Legambiente.

Il dato emerge dall’ottava edizione dell‘Ecoforum di Legambiente organizzato a Cagliari, dove è stato presentato il dossier regionale sui comuni ricicloni basato sui numeri Arpas del 2024. Nonostante le difficoltà di alcuni centri maggiori, la Sardegna si conferma un’eccellenza nazionale consolidando il terzo posto assoluto con il 76,5% di raccolta differenziata, posizionandosi subito dopo Emilia Romagna e Veneto.

Rallentamento nel 2025.

Tuttavia, il rapporto evidenzia alcuni segnali di rallentamento nel percorso verso gli obiettivi fissati dal Piano regionale per il 2029. Rispetto all’anno precedente si registra infatti una flessione nel numero dei comuni considerati rifiuti free, ovvero quelli che oltre a superare il 65% di differenziata producono meno di 75 chili di secco residuo per abitante. Anche i centri che vantano una raccolta superiore all’80% sono scesi a 185 unità, nonostante resti nutrita la schiera di territori che sfiorano tale soglia. Note positive arrivano invece dalle località costiere, dove aumentano i comuni virtuosi capaci di gestire efficacemente i flussi stagionali.

Secondo l’analisi di Legambiente, oltre il 30% dei rifiuti urbani sardi segue ancora un modello di economia lineare. Per invertire questa tendenza e colmare il divario con gli obiettivi futuri, l’associazione punta sull’introduzione della tariffa puntuale e su campagne di comunicazione capillari, strumenti ritenuti indispensabili per migliorare la qualità della raccolta e ridurre drasticamente lo smaltimento in discarica.

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