Referendum giustizia, a Sassari un fronte comune contro la riforma

Referendum giustizia, a Sassari un fronte comune contro la riformaFoto: Giovanni Pasteriga

Il fronte del No sul referendum della giustizia a Sassari.

A Sassari prosegue la mobilitazione contro quella che il Comitato per il No definisce la “falsa riforma della giustizia”, una proposta legislativa che, secondo i promotori, rappresenta un passo indietro per l’indipendenza del sistema giudiziario. Il comitato è composto da lavoratori, professionisti, pensionati, insegnanti, avvocati e cittadini comuni, uniti non da appartenenze politiche ma dalla comune contrarietà a modifiche che considerano pericolose per lo stato di diritto.

La riforma prevede, tra le altre misure, la creazione di due Consigli superiori della magistratura distinti per giudici e pubblici ministeri, l’estrazione a sorte dei loro componenti e l’istituzione di un’Alta Corte disciplinare riservata esclusivamente ai magistrati ordinari. Gli oppositori sostengono che tali modifiche compromettano l’autonomia della magistratura e possano trasformare i pubblici ministeri in strumenti al servizio diretto del governo, indebolendo la separazione dei poteri e alterando l’equilibrio costituzionale.

Per contrastare l’approvazione frettolosa della legge, è in corso una raccolta di firme digitali con scadenza fine gennaio 2026, con l’obiettivo di raggiungere almeno 500mila adesioni. I promotori invitano a firmare tramite Spid o carta d’identità elettronica per garantire tempi adeguati al referendum.

Tra le principali critiche al testo, il Comitato evidenzia che la riforma non accelera i processi né riduce i costi della giustizia, non aumenta le tutele per i cittadini e introduce meccanismi come l’estrazione a sorte per le nomine del Csm e la creazione di una Corte disciplinare esclusiva, che rischiano di creare magistrati di serie A e di serie B. L’iniziativa del comitato nasce dall’esigenza di difendere l’imparzialità della magistratura e le garanzie costituzionali dei cittadini.

Il Comitato per il No conclude sottolineando che la giustizia non può essere trattata come un regolamento di conti e che attacchi alla magistratura equivalgono a un attacco alla Costituzione stessa, ribadendo la necessità di votare No al referendum.

Condividi l'articolo