Riforma santitaria, a Sassari fino a 9 mesi per la visita dell’invalidità

Le dichiarazioni del consigliere regionale Carla Cuccu.

Apprendiamo con sgomento e grande preoccupazione della volontà dell’assessore alla Sanità Nieddu di accorpare i presidi ospedalieri Oncologico, Microcitemico e Brotzu per salvare la facoltà di Medicina. Ancora una volta si constata una decisione calata dall’alto, adottata senza ascoltare gli operatori del settore, i medici, gli unici che più di tutti in questo caso potrebbero fornire proposte razionalizzanti e rispettose del loro operato e delle esigenze di pazienti e familiari”.

Dai banchi dell’opposizione, la segretaria della Commissione Sanità Carla Cuccu del Movimento 5 Stelle attacca duramente la bozza di riforma sanitaria già approvata dalla Maggioranza:

“Nessuno conosce il contenuto di questo scempio – tuona Cuccu – dal quale parrebbero emergere meri interessi personali dettati dai desiderata dell’uno e dell’altro potente di turno. Nessuno conosce il progetto, se non pochi accoliti nelle segrete stanze. Un progetto che andrebbe presentato pubblicamente, ben illustrato e condiviso”.

Superficialità, presunzione, e disinteresse verso le reali problematiche della sanità sarda sono per Cuccu alla base di questa riforma: “C’è un grave scollamento dal quotidiano. Basti pensare all’Oncologico, oggi in grandissima difficoltà, minato da gravi irregolarità e totale disorganizzazione a danno ancora una volta dei e delle pazienti. È questa la realtà che ogni giorno viene raccontata dai giornali, è questa la realtà con la quale ogni giorno sono costretti a fare i conti pazienti, familiari, medici, infermieri, ausiliari. Una realtà inaccettabile da contrastare con tutti i mezzi. Anche perché le difficoltà ogni giorno sono sempre maggiori: per ottenere un accertamento di invalidità a Sassari l’attesa è lunga nove mesi. Ancora una volta lungaggini inaccettabili dovute alla carenza di medici. In Sardegna non mancano gli ospedali, manca il personale”, sottolinea la consigliera dei Cinque Stelle.  

Il malato per Cuccu deve essere riportato al centro: “Non stiamo parlando di posti letto ma di persone, di persone, delle loro famiglie e di tutto il personale sanitario che in tantissimi anni di totale abbandono si è totalmente dedicato a loro.  Questa riforma guidata dal pressappochismo che sfascia tutto perché incapace di organizzare sta logorando tutti. Se questa riforma dovesse passare sarà peggio che mai”.

“Si continua a portare avanti logiche che trascurano la necessità di programmare una sanità pubblica efficiente che metta al centro i malati e le loro famiglie”.

Cuccu si riferisce in particolare al grave fatto accaduto a Oristano, dove Paolo Palumbo, il giovane chef affetto da Sla, ha rischiato la vita per un sovraccarico di energia in paese: “Questa è la triste realtà in cui viviamo. E invece che migliorarla si continua a pensare a costruire cattedrali nel deserto. La Giunta si occupi prima delle emergenze che hanno necessità di risposte concrete”.

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