Rifiuti pericolosi al Rio Mannu.
Un nuovo, preoccupante campanello d’allarme per l’ecosistema fluviale di Sassari si accende lungo gli argini del Rio Mannu. Nel tratto immediatamente successivo alla frazione di La Landrigga, è stata individuata e segnalata una vera e propria discarica abusiva a cielo aperto, caratterizzata da una mega catasta di plastica e PVC abbandonata a ridosso del corso d’acqua. L’allarme, partito dalla denuncia di alcuni cittadini che hanno documentato la situazione con precisione, accende i riflettori su una piaga tristemente nota nel territorio, ovvero il business illegale del rame legato allo smaltimento criminale dei residui tossici.
Cosa è successo.
I materiali accumulati pericolosamente sul bordo del fiume non lasciano spazio a molti dubbi sulla loro provenienza. Si tratta di tonnellate di guaine isolanti in PVC, quelle comunemente utilizzate per rivestire i grandi cavi elettrici industriali. Il modus operandi ipotizzato configura un classico reato ambientale: i cavi vengono inizialmente sottratti da cantieri o impianti per estrarne il prezioso oro rosso, e successivamente le pesanti coperture in plastica, prive di valore economico e costose da smaltire regolarmente, vengono scaricate nella natura.
Un allarme da non ignorare.
Scegliere l’argine di un fiume come punto di scarico aumenta esponenzialmente la gravità del danno. Con le prime piogge o le piene del Rio Mannu, queste plastiche rischiano di finire direttamente in acqua, compromettendo la fauna idrica e i terreni circostanti. Il Rio Mannu rappresenta luogo vitale per il territorio di Sassari, già troppo spesso ferito dall’inciviltà. Il cloruro di polivinile, se esposto agli agenti atmosferici o peggio dato alle fiamme per accelerare la sguainatura dei cavi, può rilasciare diossine e metalli pesanti altamente inquinanti per il suolo e per le falde acquifere. La segnalazione della presenza della catasta oltre La Landrigga rappresenta il primo fondamentale passo per la salvaguardia dell’area.




