Aou Sassari è rivolta: sindacati pronti alla piazza, ecco perché

I sindacati hanno dato un ultimatum alla Regione per la situazione sanità a Sassari.

Una frattura profonda, forse definitiva, quella che si è consumata tra il personale dell’Aou di Sassari e i vertici gestionali sulla situazione della sanità locale. Attraverso un documento unitario di straordinaria durezza, la RSU e le segreterie territoriali di FP CGIL, CISL FP, UIL FPL, Nursing Up e Fials hanno annunciato lo stato di agitazione e una imminente manifestazione di protesta che promette di scuotere le fondamenta della sanità del Nord Sardegna.

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Cosa è successo.

Al centro della disputa non ci sono solo i cronici problemi strutturali, ma un vero e proprio blocco economico che sta colpendo direttamente le buste paga dei lavoratori. La mancata certificazione degli accordi del 2024 da parte dei revisori dei conti ha di fatto congelato gli incarichi di funzione e i differenziali economici di professionalità (DEP). Un “cortocircuito” amministrativo che sta privando infermieri, medici e operatori di diritti contrattuali già maturati e che mette a rischio anche l’erogazione della produttività per l’anno in corso e per il 2025.

Tutto questo sta alimentando un clima di forte e diffuso malcontento all’interno dell’Azienda – fanno sapere i sindacati – Crescono la frustrazione, la sfiducia e il senso di abbandono tra i professionisti, che vedono mortificate le proprie aspettative economiche e professionali nonostante l’impegno quotidiano profuso in contesti operativi sempre più complessi”.

Oltre allo stallo salariale, il documento mette a nudo una realtà quotidiana fatta di reparti sovraffollati, carenze d’organico strutturali e carichi di lavoro diventati ormai insostenibili. Secondo le sigle sindacali, non si tratta più di una semplice criticità burocratica, ma di una vera emergenza che minaccia la sicurezza delle cure e la tenuta stessa dei servizi minimi ai cittadini.

L’ultimatum e la protesta.

La pazienza delle parti sociali sembra essere esaurita. Il fronte sindacale ha inviato un ultimatum perentorio di dieci giorni alla Regione Sardegna, richiedendo la convocazione urgente di un tavolo istituzionale davanti alla Presidente Alessandra Todde, che attualmente detiene la delega alla Sanità. Le richieste sono chiare: lo sblocco immediato dei fondi contrattuali, un piano straordinario di assunzioni per rafforzare i reparti e interventi concreti contro il sovraffollamento ospedaliero. Se entro il termine fissato non arriveranno risposte formali e verificabili, la protesta si sposterà dalle scrivanie alle piazze, segnando l’inizio di una mobilitazione generale che i rappresentanti dei lavoratori definiscono ormai inevitabile.

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