La Sardegna si prepara alla fase 2, fine dei contagi per fine aprile: “Ma nessuna apertura anticipata”. Screening a campione sui residenti

La Sardegna si prepara alla fase 2.

La Sardegna potrebbe essere ad un passo dalla fine dell’emergenza coronavirus. Secondo le proiezioni e modelli matematici dell’Osservatorio Salute, questo potrebbe avvenire già entro il 29 o 30 aprile. Ad annunciarlo è il presidente della Regione, Cristian Solinas, che cita uno studio nella quale si afferma che il contagio nell’isola è stato maggiormente contenuto e limitato. Ma frena sulla possibilità di aprire nell’immediato.

“In questo momento sarebbe un grave errore pensare di anticipare o cancellare tutti i sacrifici per anticipare la riapertura di alcuni settori. Tutto questo va fatto, ma va fatto con coscienza, tramite uno studio attento, mirato, che ci consenta di riaprire in sicurezza per evitare mandate di ritorno – ha affermato il governatore -. Quello che stiamo facendo serve a garantire la salute pubblica di tutti i sardi ed aspettiamo ad uscire il più in fretta possibile da questa condizione“.

L’isola, dunque, si trova ad un bivio e sarà fondamentale comprendere come verrà gestita l’emergenza. Per questo l’assessorato alla sanità sta predisponendo, da questa settimana, una grande indagine epidemiologica in diversi territori della Sardegna.

Nel frattempo, il governo regionale sta interloquendo con quello nazionale per far chiarezza circa l’utilizzabilità delle app. Questo per verificare la possibilità di riaprire i collegamenti soltanto con la certezza che chi viene in Sardegna sia certificatamente negativo e abbia una condizione sanitaria che non importi la possibilità di una nuova diffusione dell’epidemia.

A tal proposito, Solinas ha chiarito la necessità di poter tracciare i movimenti di chi entra in maniera assolutamente anonima, con codici alfanumerici. Non per sapere dove il cittadino si reca, ma perché qualora il soggetto asintomatico fosse sfuggito alle fasi controllo, possa avere con un semplice clic la mappata della rete di contatti ai fini esclusivamente sanitari per il successivo isolamento.

Infine, parlando dei tamponi ha chiarito che questi hanno un costo piuttosto elevato e sarebbe difficile riuscire ad affrontare in tempi brevi una spesa di questo tipo. Mentre è possibile fare una campionatura statisticamente rilevante, comune per comune, fascia d’età per fasce d’età. Questo per elaborare un modello statistico che consenta di avere per proiezione l’intera popolazione sarda.

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