Firmato il Piano Città per riqualificare 12 palazzi a Sassari: ecco quali

Il Piano Città a Sassari per trasformare aree degradate in beni di sviluppo.

Sassari riparte dai suoi immobili pubblici: con la firma del “Piano Città”. Si tratta di un accordo strategico tra Agenzia del Demanio, Comune, Regione e Università per riqualificare il patrimonio immobiliare del territorio. L’obiettivo è chiaro: trasformare edifici storici e aree degradate in motori di sviluppo. Il piano punta su una rigenerazione urbana sostenibile che risponda ai bisogni dei cittadini, creando valore economico, sociale e culturale. A siglare l’intesa sono stati il Direttore del Demanio Alessandra dal Verme, il sindaco Giuseppe Mascia, la Presidente Alessandra Todde e il Rettore Gavino Mariotti.

All’evento di presentazione è intervenuta Lucia Albano, sottosegretario al Ministero dell’economia e delle finanze. Il Piano Città prevede la riqualificazione di importanti complessi pubblici, con l’ottica di offrire non solo occasioni di straordinarie operazioni di recupero di beni che, sebbene in disuso e in degrado, possiedono un intrinseco valore architettonico, storico e culturale, ma anche di alimentare, attraverso tali interventi, processi più ampi di rigenerazione urbana, ambientale, sociale, che potranno abbracciare le più vaste aree urbane che ne caratterizzano il contesto.

I palazzi.

Tra questi spicca, per l’espressività dell’opera, l’ex carcere ottocentesco di San Sebastiano a Sassari, di proprietà dello Stato, oggi inutilizzato, che sarà oggetto di una gara di progettazione indetta nelle prossime settimane dall’Agenzia del Demanio. L’intervento mira a innescare un’operazione di rigenerazione di grande respiro, realizzando il nuovo Polo Giudiziario della città con un miglioramento dell’efficienza e dell’efficacia dei servizi, e restituendo alla comunità nuovi spazi da fruire, caratterizzati da qualità architettonica, identità urbana e un mix funzionale che vedrà protagonisti funzioni museali e socio‑culturali integrate, nella vasta area dell’ex carcere, a quelle giudiziarie.

Carico di significatività è il passaggio da spazi di detenzione dei giudicati, caratterizzati da muri di “chiusura” verso l’esterno, a spazi di produzione della giustizia, i cui confini diventano soglie di “apertura” alla città. Un altro immobile di rilievo è l’ex Hotel Turritania, di proprietà dell’amministrazione comunale, progettato tra il 1942 e il 1944 e per anni utilizzato come albergo e casa dello studente, rimasto poi in stato di abbandono per lungo tempo. L’edificio di 5 piani si trova su un’area oggetto di interventi di riqualificazione finanziati con fondi del PNRR e si avvia a divenire un nuovo modello di edilizia residenziale sociale, volto a soddisfare bisogni e a offrire servizi.

“Il Piano Città di Sassari è uno strumento dinamico e flessibile attraverso cui l’Agenzia del Demanio analizza, pianifica e sviluppa di intesa con il territorio progettualità per attivare i più ampi processi di rigenerazione urbana e rispondere col patrimonio pubblico ai fabbisogni della collettività, – ha dichiarato il Direttore dell’Agenzia del Demanio, Alessandra dal Verme. La strategia è fondata sulla valorizzazione del patrimonio immobiliare storico e ambientale per una Sassari sostenibile e attenta al territorio, inclusiva, proiettata verso il futuro. Al centro vi sono il rilancio del centro storico, spazi museali e potenziamento dei servizi territoriali, dal Polo Giudiziario ai programmi di Social Housing.

Le dichiarazioni.

Il sindaco Giuseppe Mascia sottolinea l’importanza simbolica e politica dell’accordo. “Questo accordo ha il grande pregio di riaprire un discorso inspiegabilmente rimosso dall’agenda della politica cittadina per diverso tempo, ossia il destino dell’ex carcere di San Sebastiano”, ha rilevato il sindaco di Sassari e della Città Metropolitana auspicando che: “accordi analoghi possano interessare altri centri del nostro territorio”.

Tornando poi a San Sebastiano, “per la sua posizione, per la sua dimensione, per la sua storia e per la moltitudine di singole storie individuali e collettive di cui è tuttora custode, quell’edificio oggi rappresenta una ferita, uno strappo con il passato della città e della comunità – ha rimarcato Mascia -. Restituirgli una funzione coerente con la sua identità, sul piano architettonico e simbolico, significa guardare avanti e riconsegnare a Sassari il diritto a immaginarsi più bella, più vivibile, più ospitale e più inclusiva”. In generale, ha concluso il sindaco. “Il Piano Città rappresenta una straordinaria opportunità di riportare bellezza e vita all’interno e intorno a immobili che, quando acquisiranno di nuovo funzioni di servizio al pubblico e saranno visitabili, favoriranno, con l’aiuto di tutte le istituzioni coinvolte, il processo in atto di rigenerazione sociale, culturale, economica, immobiliare e urbanistica della città, a iniziare dalla sua parte storica”.

La sottosegretaria al MEF, Lucia Albano, sottolinea come il Piano Città superi la frammentazione amministrativa. “Con il Piano Città, il Governo sta costruendo un modello di valorizzazione fondato sulla sinergia tra istituzioni, superando frammentazioni e mettendo finalmente a sistema competenze, strumenti e livelli amministrativi – ha dichiarato. Si tratta di un approccio che consente di integrare il patrimonio pubblico con le esigenze dei territori e con i processi di rigenerazione urbana, in una logica unitaria e non più episodica. L’obiettivo è chiaro: rendere il patrimonio pubblico uno strumento attivo di trasformazione, capace di generare sviluppo e risposte concrete, attraverso una governance più efficace e strumenti operativi adeguati”.

La Presidente Alessandra Todde mette al centro dell’accordo la restituzione del patrimonio alla vita sociale e culturale di Sassari. “Restituire valore a edifici pubblici significa riconsegnare risorse preziose alla vita sociale e culturale della comunità – ha sottolineato la Presidente della Regione Alessandra Todde . La firma del Piano Città degli immobili pubblici di Sassari rappresenta un impegno concreto per la valorizzazione storica, culturale e funzionale del patrimonio pubblico. L’obiettivo è trasformare beni spesso trascurati, con un approccio improntato alla sostenibilità economica, sociale e ambientale in risorse preziose per la collettività. L’obiettivo è portarli al centro della vita sociale della città. Grazie alla collaborazione con l’Agenzia del Demanio, intendiamo dare concretezza ad una visione che mette insieme tradizione e innovazione, con uno approccio volto alla valorizzazione storica degli asset pubblici come attivatori di sviluppo urbano e sociale”.

Il Rettore Gavino Mariotti evidenzia il valore strategico del recupero degli edifici ex Ipai e di Palazzo Segni. “Il recupero e la valorizzazione degli edifici ex Ipai e di Palazzo Segni rappresentano per l’Università degli Studi di Sassari un passaggio strategico di grande rilevanza.ha dichiarato Mariotti -. Non si tratta soltanto di restituire alla comunità spazi di pregio storico e architettonico, ma di ripensarli come luoghi vivi e funzionali. Con questi interventi rafforziamo il legame tra Ateneo e territorio, contribuendo allo sviluppo culturale, sociale ed economico della città in un’ottica attenta alla sostenibilità ambientale”.

Dodici beni da riqualificare.

Il Piano Città degli immobili pubblici di Sassari seleziona un primo portafoglio immobiliare di 12 beni (3 dello Stato, 3 del Comune, 2 della Città Metropolitana, 2 della Regione e 2 dell’Università). Potranno essere aggiunti ulteriori immobili da valorizzare, anche con il coinvolgimento di altri Enti e Istituzioni.

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