Sassari e Porto Torres nel progetto per abbattere l’inquinamento acustico

Il progetto a Sassari e Porto Torres.

L’inquinamento acustico è uno dei problemi ambientali che toccano maggiormente la salute e la qualità della vita della popolazione europea. Si stima infatti che abbia un impatto su circa trenta milioni di abitanti. Argomento di grande rilievo e attualità, ma spesso sottovalutato.

Con la presentazione del Piano Strategico Congiunto, si è concluso oggi, 8 marzo, il progetto Triplo (TRasporti e collegamenti Innovativi e sostenibili tra Porti e piattaforme Logistiche), avviato nel marzo del 2018 e dedicato al tema dell’inquinamento acustico nei porti e nei retroporti. In particolare, è stato preso in considerazione il trasporto delle merci dal porto verso le aree retroportuali, soprattutto verso le piattaforme logistiche: le direttrici di collegamento, infatti, passano frequentemente attraverso o in prossimità di zone densamente abitate.

Quali sono allora i tipi e i livelli di rumore registrati e quale l’impatto sui cittadini? Sono state tre le aree pilota analizzate: Area Vasta Toscana (Lucca, Pisa e Livorno), Sardegna del Nord (Porto Torres e Sassari) e porto di Tolone e Seyne sur Mer nel Dipartimento del Var (Francia).

Finanziato dal Programma di Cooperazione Interreg V-A Italia Francia Marittimo 2014-2020 Asse prioritario 3, Triplo è stato realizzato con un partenariato composto da: Provincia di Lucca (ente capofila), Confindustria Centro Nord Sardegna (per il porto di Porto Torres), Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale (Livorno), CNR (Istituto di Linguistica Computazionale) di Genova, società Lucense (organismo di ricerca industriale e di sviluppo sperimentale) e Camera di Commercio e dell’Industria del Dipartimento del Var, quale ente gestore del porto di Tolone.

Differenti ma con alcuni punti in comune le criticità riscontrate nei tre ambiti delle aree pilota e le relative strategie e soluzioni. Le analisi di acustica, attraverso il monitoraggio con reti di sensori low cost, affiancate da indagini di linguistica, mediante la somministrazione di questionari sottoposti alla cittadinanza, hanno evidenziato impatti negativi sulla popolazione anche per livelli di emissioni sonore al di sotto dei limiti previsti dalla normativa per l’attivazione degli interventi di mitigazione. Il “rumore” infatti non è solo determinato dall’intensità sonora della sorgente che lo produce, ma anche da come le persone percepiscono il suono stesso.

Per Porto Torres-Sassari la sorgente individuata come maggioritaria nella componente di disturbo è così il traffico veicolare, con emissioni registrate sotto le soglie previste dalla normativa e percepita nel complesso come non critica dai cittadini, con l’eccezione di alcune strade in entrambi i centri urbani per i quali vanno segnalati elevati livelli di disagio. Nelle aree tra Lucca, Pisa e Livorno alcuni ambiti sono stati invece classificati direttamente come rumorosi e molto rumorosi, confermati a livello percettivo dai cittadini, con emissioni riconducibili al traffico stradale e ferroviario. Per l’area di Tolone il livello di rumorosità è stato catalogato tra rumoroso e molto rumoroso in oltre la metà dei casi, con una netta prevalenza di fonti riconducibili al traffico portuale e a quello stradale.

Per Sassari e Porto Torres le soluzioni riguardano unicamente le direttrici stradali, con rimodulazione dei limiti di velocità, utilizzo di sistemi ITS per la segnalazione di limiti e barriere fonoassorbenti. P

Questa mattina si è svolto in streaming l’evento finale coordinato da Confindustria Centro Nord Sardegna. Per la Regione Sardegna, sono state illustrate le diverse fasi del progetto, iniziato nel marzo del 2018: dalla predisposizione della rete di monitoraggio alla percezione sonora da parte dei cittadini, sino alle soluzioni adottate per la riduzione dell’impatto acustico, con il Piano Strategico, infine, nel quadro della programmazione 2021-2027.

“Riteniamo che si possano fornire alle Amministrazioni e alle Autorità competenti elementi utili di stimolo e di indirizzo per andare incontro alle nuove esigenze e ai fabbisogni della popolazione, nell’ottica di una maggiore sostenibilità ambientale. E Triplo è l’unico progetto che copre anche le attività retroportuali e su tutte le interconnessioni”, ha detto Roberto Chironi, referente di Confindustria Centro Nord Sardegna.

“Il Piano è il risultato di un lavoro congiunto di enti diversi tra loro per natura e competenze esercitate. Rappresenta una elaborazione sistematica delle attività di monitoraggio fisico e percettivo”, ha spiegato Monica Lazzaroni, responsabile Servizio Europa di Area Vasta della Provincia di Lucca, ente capofila del progetto. “Adesso gli esiti potranno essere trasferiti su un piano europeo. Il nostro auspicio è che il Piano venga riconosciuto come strumento valido in un momento nel quale tutte le Regioni stanno riprogrammando interventi grazie ai nuovi fondi per le politiche regionali e al Recovery Fund”.

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