La 25enne segregata e torturata per dieci giorni a Sassari.
Il caso della ragazza segregata in casa e torturata per dieci giorni a Sassari diventa nazionale. Le cronache di tutta Italia parlano di uno dei più atroci casi di cronaca in città nel 2026 con un precedente analogo solo due mesi fa, segno come la violenza efferata contro le donne sia una piaga preoccupante a Sassari. Un caso che rimanda terribilmente al ”massacro del Circeo”, un terribile fatto di cronaca avvenuto alla fine degli anni Settanta a Roma, dove una delle due ragazze è morta a seguito delle sevizie da parte del branco.
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Fine che avrebbe fatto la 25enne se non fosse stato per l’intervento della madre e delle forze dell’ordine che sono entrate attraverso un vetro dell’abitazione di via Leoncavallo, dove la giovane era rinchiusa nelle mani dell’aguzzino. In città questo caso ha scatenato l’indignazione pubblica da parte di cittadini che ora chiedono pene esemplari e accusano la politica locale di tacere sui recenti fatti criminali in città e sopratutto contro la violenza sulle donne.
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Intanto le indagini dei carabinieri proseguono, mentre il giudice ha confermato la custodia in carcere per il 34enne sassarese. Il giovane, con precedenti per droga e minacce, è considerato un soggetto pericoloso e potrebbe colpire ancora. La ragazza è ancora ricoverata con la speranza che si riprenda dalle lesioni e dal trauma psicologico. Questo fatto purtroppo conferma come le pareti domestiche sono il luogo più pericoloso per le donne e come è importante che si attuino i protocolli giusti per prevenire la violenza di genere.




