La morte dopo il pestaggio di Sergio Serra.
Vanno avanti le indagini per cercare il movente del brutale pestaggio a Sassari che ha messo fine alla vita di Arnaldo Sergio Serra. L’uomo fu colpito da calci sulla testa dal suo ex amico, coetaneo della vittima, che lo ha portato a un ricovero durato 9 mesi e terminato con la sua morte.
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L’aggressione sarebbe scaturita da vecchi rancori dopo un’amicizia interrotta. Nonostante l’indagato si fosse presentato spontaneamente alle autorità sostenendo di aver agito per legittima difesa e parlando di una caduta accidentale, le indagini della polizia locale e le immagini delle telecamere di videosorveglianza hanno delineato una dinamica differente.
Le accuse.
Per questo motivo, la Procura di Sassari ha formalizzato l’accusa di omicidio volontario nei confronti del 46enne che, il 28 maggio 2025, aggredì brutalmente Sergio Serra fuori da una pizzeria nel quartiere di Latte Dolce.
Secondo il pubblico ministero Gianni Caria, l’accanimento dimostrato contro la vittima, colpita ripetutamente mentre si trovava già a terra esanime, esclude l’ipotesi del reato preterintenzionale e conferma la chiara volontà di uccidere.
L’agonia e la morte.
La vicenda si è aggravata dopo il decesso di Serra, avvenuto tra il 23 e il 24 febbraio dopo nove mesi di agonia tra l’ospedale di Sassari e un centro di cura. La ricostruzione dei fatti, supportata anche dalla testimonianza della sorella della vittima e dai referti clinici, descrive una furia violenta caratterizzata da calci alla testa che hanno causato traumi cranici, emorragie e fratture multiple. Dopo mesi di sofferenze in cui l’uomo non è più riuscito a comunicare con i propri familiari, il suo cuore ha ceduto definitivamente. L’autopsia, prevista a breve, dovrà ora fornire le ultime conferme mediche per definire con precisione le cause del decesso e consolidare l’impianto accusatorio.




