Centri di salute mentale di Sassari senza personale e con pochi fondi: “Attività a rischio”

La denuncia dei sindacati funzione pubblica di Sassari.

L’organizzazione e l’attuazione dei sistemi di cura e assistenza dei pazienti della salute mentale versa in una condizione penosa. La denuncia arriva dai sindacati Funzione pubblica di Sassari per voce dei loro segretari Antonio Canalis (Cgil), Antonio Monni (Cisl) e Dario Cuccuru (Uil).

Numeri allarmanti, dicono. A fronte di una popolazione di circa 330.000 abitanti nei distretti di Sassari, Alghero ed Ozieri gli standard minimi di assistenza prevedono un organico di 16 psicologi e 11 assistenti sociali.

Ma in realtà sono presenti rispettivamente solo 5 e 4 addetti. “Non si riesce a capire se la colpa sia di un particolare retaggio culturale o di una costante e voluta sottovalutazione”, annotano i sindacati.

Per quanto riguarda i medici psichiatri e gli educatori la situazione numerica è leggermente migliore, ma in ogni caso al di sotto degli standard. La carenza complessiva del personale incide negativamente sul funzionamento degli ambulatori e dei centri Diurni che devono fare i conti anche con mancanza di finanziamenti e, di conseguenza, con limitazione delle attività legate ai progetti terapeutici di recupero che, in sostanza, dovrebbero costituire il fulcro della presa in carico dei pazienti sul territorio.

“È necessaria una seria riflessione sull’impianto complessivo delle misure da mettere in campo per rivisitare e potenziare i dipartimenti di salute mentale e ridare dignità e risposte concrete ai pazienti affetti da patologie psichiatriche e strumenti e motivazioni forti agli operatori che quotidianamente in quel campo operano”, affermano i sindacati.

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